Bellano-Valsassina-Lecco
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| Lago di Como visto dalla località Pradello |
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11/09/2024
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Bellano - Valsassina - Lecco in MTB
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Distanza km
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Metri elevazione
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Tempo
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Meteo
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Salita
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Discesa
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Trascorso
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In movimento
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⛅
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41,3
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1031
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1021
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4:07
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3:18
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Statistiche
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Velocità
in km/h
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Media
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Massima
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In Salita
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In discesa
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In pianura
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10,2
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46,5
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7,8
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12
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12,4
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Salita km
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Discesa km
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Pianura km
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14,1
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13,1
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13,5
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Tracciato adatto a:
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Mountain bike
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@-Mtb
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Gravel
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Traccia GPS (clicca su uno dei pulsanti per aprire la
pagina del portale)
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Garmin
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Google Maps
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Outdooractive
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Wikiloc
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Itinerario che fa parte di un gruppo di tracciati
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Note
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Clicca sul pulsante per aprire la pagina che si riferisce al
gruppo: (la scelta viene attivata solamente se l'itinerario fa
parte di un'aggregazione di tracciati)
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Gruppo
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Chi aderisce alle escursioni dichiara di essere cosciente dell'impegno
fisico e dei rischi che l'attività comporta e solleva da ogni
responsabilità l'organizzatore.
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Note
(i pulsanti vengono attivati solo in presenza di link)
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Nuova avventura ma questa volta lontana dalla Brianza perchè ci si sposta sulle sponde del Lago di Como la cui base di partenza è la Stazione ferroviaria di Bellano (1892) dove arriviamo comodamente a bordo del treno. Giornata non
propriamente estiva e per il momento l'inizio del mese di
settembre ci regala giornate che non sono più caldissime come
nel mese precedente. Un bel gruppo nutrito di 10 amici, anche
oggi, mi fa compagnia tutti pronti a superare le belle ed
impegnative salite sul tracciato. Come sempre accade, quando
si gira da queste parti, i paesaggi sono sempre magnifici e
cambiano ad ogni curva e la voglia di fermarti e guastarteli
tutti è sempre tanta ma, essendo il tempo sempre tiranno, non
ci rimane altro che proseguire. Non è un'escursione semplicissima perchè l'ascesa c'è e anche
se non ci sono pendenze impossibili l'arrivo a
Vendrogno avviene dopo
oltre 7 km in cui però ci si rilassa pedalando nel mezzo del
silenzio, quasi, assoluto.
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N.
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Descrizione
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1
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Bellano (LC); primi 1000 m con pendenza al 16% fino
all'arrivo in località Ombriaco.
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2
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Bellano (LC); in direzione Lezzeno e arrivo in località Gora 1000 m al 12%.
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3
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Bellano (LC); in direzione di Pradello 2400 m al 15,5%.
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4
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Bellano (LC); in direzione di Vendrogno 2500 m con pendenze al 16%.
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5
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6
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Prato San Pietro (LC); risalita verso il
⛰ Colle di Basilio 12 km con punte di pendenza al 13%.
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7
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8
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9
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10
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11
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12
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13
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14
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15
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16
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17
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18
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19
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20
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Tracciato percorribile in sella al:
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Descrizione itinerario
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L'avevo descritto già nella pagina di presentazione dell'escursione che questo nuovo tour si sarebbe svolto per la
maggior parte su strade asfaltate che però reputavo
molto più trafficate. In effetti il vero tratto in cui
abbiamo trovato molti veicoli lo troviamo
a Pasturo quando ci siamo immessi sulla SP62 fino all'arrivo a Balisio mentre in precedenza sono stati sporadici i
sorpassi delle auto. Si parte alle 9:45 da piazza
Alpini, davanti alla Stazione di Bellano, per girare a destra sulla SP72 che in rettilineo ci conduce sul Lungolago
Tommaso Grossi dove superiamo anche il porticciolo.
Poco dopo lasciamo la provinciale e deviando a destra
imbocchiamo via al Cà entrando sulla SP66 e dove inizia già la salita. Iniziano poco dopo
anche i tornanti che in breve tempo ci fanno salire
già in quota fino ad arrivare il località Ombriaco da dove proseguiamo in direzione della più
conosciuta Lezzeno. Superando la strada d'ingresso del Santuario della Madonna delle Lacrime (1690) si procede ancora diritto e seguendo i successivi
tornanti dove lo sguardo spazia tra monti e le
bellissime viste sul lago si arriva in
località Gora. Non è raro vedere in questo tratto piccole cascate
che dai torrenti scendono verso il lago ed alcune,
quest'oggi piene d'acqua, sono veramente molto belle.
Ancora qualche tornante per raggiungere le poche case
di Pradello in cui spicca la Chiesa di San Carlo (1611) con le pareti esterne di un colore bianco per
procedere ancora in salita con pendenze che adesso
salgono e rimangono tali fino all'arrivo a Vendrogno. Ci si ferma un'attimo per attendere che il gruppo
si compatti e qui c'è anche il tempo di entrare
all'interno della Chiesa di Sant'Antonio Abate (1362) raggiungibile a sinistra nella stretta via Roma ma
senza rimanere in sella. Entrando rimango allibito dai
tanti affreschi che adornano le pareti e dalla bella e
grande statua del Santo che si trova sopra l'altare
per cui il mio consiglio quando arrivate qui un'attimo
per visitarla trovatelo e ne sarete poi davvero
contenti di aver dedicato quei momenti per scoprire
quante bellezze sconosciute ci sono nei luoghi più
impensabili.
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Ripresi i nostri mezzi si inizia adesso una fase
di discesa che lascia però adesso la provinciale
per immettersi su un'altra strada, abbastanza
ampia, che con un'iniziale rettilineo raggiunge
poi le curve che ci fanno entrare nel piccolo
borgo di Comasira. La Chiesa di San Sebastiano (Sec. XIV) è il primo edificio che troviamo alla nostra
destra, leggermente rialzata dalla sede stradale,
mentre iniziamo la discesa fra le case. Poco dopo
la sede stradale si stringe e si passa da asfalto
direttamente su acciottolato e per entrare tra le
strette vie del borgo bisogna rimanere in fila
indiana perchè lo spazio è davvero ridotto al
minimo. Bellissimo anche questo passaggio che
merita di essere provato per assaporare anche un
pò di storia visto che il borgo risale al 1572. (La tesi più accreditata sull'origine del
toponimo Comasira è la derivazione germanica
longobarda da "homa hiro" ovvero la “residenza
del signore”, con "signore" inteso come padrone
o vassallo). Davvero bello e dispiace quasi lasciarlo ma
dobbiamo proseguire e ci immettiamo ora su una
sterrata che prosegue ancora verso le ultime case
del paesino e raggiunge poi il bivio con
l'asfaltata. Girando a destra iniziamo una bella
fase di discesa che a curve e sull'ampia
carreggiata dopo circa 2000 m arriva al bivio di
via alla Chiesa dove a sinistra entriamo
a Taceno. La curva a sinistra ha un'improvvisa pendenza
con una punta al 17,5% quando iniziamo il tornante
dove superiamo l'Oratorio del SS. Sacramento (L’oratorio sorge a lato della chiesa ed edificato nel 1855 dalla confraternita del SS. Sacramento) prima di arrivare a fianco della Chiesa di Santa Maria Assunta (Sec. XIII). Lasciamo anche questo spazio storico per
procedere in discesa su via alla Chiesa e
successivamente sul prolungamento di via Stoppani
per poi arrivare su via Vittorio Emanuele dove ci
portiamo al bivio. Curva a destra per seguire via
Bellano che dopo un lungo rettilineo prosegue con
alcuni tornanti che ci portano al bivio con
la SP62 .
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Mantenendoci a destra ne percorriamo solamente 100 m
per deviare a sinistra su via alle Terme dove la strada
prosegue ancora in discesa fino a trovare una traversa a
sinistra che, scendendo va ad attraversare uno stretto
passaggio, tra alcuni sassi smossi, per immetterci
sull'asfaltata stradina che parte alla nostra
destra. Seguendola ne percorriamo prima un lungo
rettilineo e dopo alcune curve entriamo nel primo
tratto off-road della giornata dove la strada inizia un
breve strappo di circa 250 m con pendenze al 15%.
Rimaniamo sempre lontano dalle strade e su stradine
strette ci portiamo in direzione del piccolo agglomerato
di case in località Piano (entrando nel territorio comunale di Cortenova. Attraversando il piccolo centro cittadino,
oramai quasi completamente disabitato si passa, su un
fondo pavimentato, accanto alla Chiesa di San Giuseppe al Piano (1688) da dove si prosegue sulla stradina ancora asfaltata
verso il bivio con via A. Modigliani. Tenendoci a destra
andiamo a superare una zona industriale per raggiungere
un bivio dove si prosegue ancora diritto per
indirizzarci verso le prime case di Cortenova. Una leggera salita ci fa arrivare al bivio con via S.
Pellico dove girando a sinistra andiamo ad attraversare
il centro cittadino passando per la traversa, a destra,
di via A. Volta e poi a fianco della Chiesa dei Santi Gervaso e Protaso (Sec. XIII) sul prolungamento di via Vittorio Emanuele che su un
rettifilo ci conduce alla rotonda. Prendiamo la terza
uscita per imboccare via degli Alpini che prosegue nel
mezzo tra pratoni e terrazzamenti fino al bivio di via
Trento alla periferia di Prato San Pietro. Il rallentamento dovuto alla salita su un marciapiede
per portarci sul piccolo ponte ciclo-pedonale che
attraversa il torrente Valle dei Molini non ci ferma e superato l'ostacolo procediamo
sull'asfaltata stradina che prosegue, poi, accanto alle
sponde del torrente Pioverna. Stiamo percorrendo la Pista Ciclopedonale della Valsassina che in breve tempo ci conduce alla prima
periferia di Primaluna. dove all'esterno di una zona industriale imbocchiamo
via Fregera.
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Attraversato il parcheggio ci portiamo al bivio e
deviando a sinistra andiamo in direzione del ponte ma
poco prima giriamo a destra per ritornare sul
proseguimento della pista. Raggiunto il bivio con via
Caraletta ci teniamo leggermente a destra e
attraversandola ci riportiamo nuovamente sulla
ciclo-pedonale per procede sulle belle curve e con la
strada sempre in salita verso il la località Barcone. Girando a sinistra andiamo ad attraversare il ponte e
rimanendo sempre sull'asfalto andiamo a percorrere i
2100 m di distanza che ci separano
dall'imponente Cascata dello Sprizzotolo. Arrivati a fianco di dell'imponente salto che
compie per regalare le sue acque al torrente Pioverna non si può non fermarsi a guardare quest'altro
cammeo che si trova alla periferia di Introbio. Scatti a non finire perchè oggi merita veramente di
essere fotografata vista la mole d'acqua che scende
copiosa lungo la parete, a picco, della montagna. Quando
si incontrano questi punti la ripartenza è davvero
difficile ma dobbiamo per forza proseguire. Raggiungiamo
così il sottopasso della SP62 e attraversandolo proseguiamo ancora sulla
ciclo-pedonale che in questo punto corre davvero poco
distante dalle sponde del torrente. Raggiunto un bivio
con via Moglia giriamo a sinistra, sul ponte in legno e
attraversiamo il corso d'acqua, per procedere ancora
sull'ultimo tratto della ciclabile che termina in
prossimità della rotonda sulla provinciale. Seconda
uscita per lasciare le ultime case di Pasturo ed iniziare il tratto trafficato di questa nostra
escursione in cui l'ampia sede stradale della
provinciale ci lascia lo spazio per proseguire anche se
di veicoli che ti sorpassano ce ne sono davvero tanti.
La strada è sempre in salita, anche se la pendenza
rimane sempre costante al 10% per i 2700 m che ci
separano dal Colle di Balisio .
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In cima alla salita troviamo la rotonda dove ci
fermiamo un attimo nel parcheggio del centro
commerciale, a destra, per ricompattare il gruppo
e dopo esserci scambiati, fin qui, le nostre impressioni
si riparte imboccando nuovamente la provinciale che
percorriamo a destra per circa 500 m. All'innesto della
sterrata, che parte alla nostra destra giriamo per
infilarci nella stradina cementata che a destra ci
conduce al sottopasso della statale e risalendo dalla
parte opposta andiamo a percorrere una stradina
all'inizio asfaltata, sterrata e successivamente
sentiero che rimane a ridosso del bosco alle prime
pendici del Monte Zucco di Desio e appena sotto alla Falesia del Butch. Poco dopo ritroviamo la provinciale e con molta
cautela giriamo per percorrerne poco meno di 150 m e
deviare quindi a destra sulla strada in leggera salita
che ci fa entrare alla periferia di Ballabio. Superiamo inizialmente, percorrendo via Gramsci,
alcuni capannoni per procedere poi su un tratto sterrato
che passa nel mezzo di alcuni pratoni prima di arrivare
alla bella zona residenziale dove il fondo ritorna
asfaltato e dove la strada inizia a salire con pendenze
leggermente superiori. Raggiunto l'incrocio giriamo a
destra imboccando via Cinturino con la strada che sale
ancora fino ad arrivare all'incrocio successivo dove
proseguendo diritto ci immettiamo su via U. Bartesaghi
iniziando adesso un tratto in discesa che ci porta al
bivio con via A. Confalonieri. Tenendoci a sinistra
si prosegue verso la rotonda dove a destra ci immettiamo
su via G. Mazzini entriamo nel centro storico della
bella cittadina. Superata la piazzetta con la fontana si
prosegue ancora diritto per arrivare al bivio con
la SP62 dove ci teniamo a destra per proseguire in questi
1300 m che ci separano dalla traversa, a sinistra, di
via Valpozza individuabile dallo slargo che parte poco
prima dell'innesto. Inizialmente un sentiero che aggira
alcune abitazioni diventa poi una stradina asfaltata e
con alcune curve raggiungiamo un'altro bivio sulla
provinciale.
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Questa volta giriamo a destra e andiamo a seguirne un
tratto in salita che ci conduce al bivio di via Paolo
VI° dove ci teniamo a sinistra per proseguire la
rimanente ascesa fino alle prime case della
località Laorca. Percorrendola tutta arriviamo al bivio dove a
sinistra ci immettiamo su via Grigna e con la strada
che, mentre procediamo, diventa sempre più stretta
andiamo a percorrere anche i bassi gradini che ci
conducono ad una piccola piazzetta dove troviamo
la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Sec. XVI). Girando a sinistra percorriamo ancora gradini (rimanendo in sella) ed al bivio che troviamo subito dopo giriamo a
destra per inserirci nella stretta stradina di via G.
Baruffaldi. Al bivio con la SP62 ci manteniamo a destra per percorrerne poco più
di 50 m e girare quindi a sinistra sull'altra stretta
stradina di via Ramello. Subito dopo, ancora una curva
a destra, imbocchiamo via T. Campanella che procede su
una strettoia fino al primo bivio. Noi proseguiamo
diritto e raggiunta piazza Sant'Antonio si prosegue
diritto su via G. Falck per arrivare in breve tempo al
bivio con corso Monte San Gabriele. Con un
destra/sinistra andiamo ad immetterci su via Padre D.
Mazzucconi che alterna passaggi su strettoie a sede
stradale più larga fino all'arrivo all'incrocio. La
curva a sinistra ci fa entrare su via R. Fucini dove
al successivo bivio con via dei Partigiani giriamo a
sinistra. Sempre in costante discesa la percorriamo
tutta e arrivati ad incrociare viale Adamello entriamo
di fatto in Lecco. Giriamo a sinistra per percorrerne solamente 50 m
ed alla prima traversa a destra su via O. Sora giriamo
per procedere in direzione dell'incrocio con corso G.
Matteotti dove deviamo a destra. La percorriamo tutta
fino ad arrivare alla rotonda ed attraversando via Don
G. Pozzi attraversiamo la piccola piazza G. Carducci.
Poco dopo la lasciamo e rimanendo sul proseguimento di
via G. Matteotti ci portiamo alla rotonda
sulla SS36 che attraversiamo per arrivare a superare il
ponte sulla ferrovia e raggiungere la rotonda
successiva. Ultimi metri di questa nuova avventura
prendendo la terza uscita dove ci portiamo su un breve
tratto di via A. Volta e dove poco dopo a
sinistra, su piazza A. Diaz, raggiungiamo il piazzale
antistante la Stazione ferroviaria di Lecco (1863) dove terminiamo il nostro tour odierno.
Pier
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