Parco della Spina Verde
Un grazie a Alberto per le belle fotografie
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25/04/2025
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Parco della Spina Verde in MTB
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Distanza km
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Metri elevazione
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Tempo
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Meteo
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Salita
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Discesa
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Trascorso
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In movimento
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☀
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32,5
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985
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982
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4:51
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3:14
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Statistiche
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Velocità
in km/h
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Media
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Massima
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In Salita
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In discesa
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In pianura
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6,5
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32,8
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5,7
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6,6
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7,9
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Salita km
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Discesa km
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Pianura km
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12,4
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11
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8,1
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Tracciato adatto a:
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Mountain bike
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@-Mtb
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Gravel
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Traccia GPS (clicca su uno dei pulsanti per aprire la
pagina del portale)
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Garmin
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Google Maps
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Outdooractive
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Wikiloc
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Itinerario che fa parte di un gruppo di tracciati
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Note
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Clicca sul pulsante per aprire la pagina che si riferisce al
gruppo: (la scelta viene attivata solamente se l'itinerario fa
parte di un'aggregazione di tracciati)
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Gruppo
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Chi aderisce alle escursioni dichiara di essere cosciente dell'impegno
fisico e dei rischi che l'attività comporta e solleva da ogni
responsabilità l'organizzatore.
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Note
(i pulsanti vengono attivati solo in presenza di link)
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Ce l'abbiamo fatta.... è stata dura ma alla fine anche
quest'ultima avventura, in uno dei Parchi più belli della
Lombardia, per chi ama far davvero fatica in mtb l'abbiamo
portata a casa. Notevole gruppo di partecipanti che non si è
risparmiato ne sulle salite ne sulle discese anche tecniche.
Il tutto coronato da una splendida giornata di sole e con
temperature ottime per una bella escursione in @-mtb. Unico
neo la presenza di alcuni alberi caduti ai confini
del PLIS Sorgenti del Lura che ci ha rallentato non poco per via del superamento
dei tanti ostacoli. Terreni quasi perfetti nella parte alta
del tracciato un pò fangosi nella parte di Colverde che comunque non ci hanno mai fermato. Per il resto la
compagnia come sempre ottima e tanto tanto divertimento che
non ti fa sentire nemmeno la fatica.
25 APRILE
L'anniversario della liberazione d'Italia, noto anche come
festa della Liberazione (o semplicemente il 25 aprile), è una
festa nazionale della Repubblica Italiana, che si celebra ogni
25 aprile per commemorare la liberazione d'Italia
dall'occupazione nazista e dal fascismo, a coronamento della
resistenza italiana al nazifascismo. È un giorno fondamentale
per la storia d'Italia, come simbolo della lotta condotta dai
partigiani e dall'esercito a partire dall'8 settembre 1943
(giorno in cui gli Italiani seppero dell'armistizio di
Cassibile, appena firmato con gli Alleati.)
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N.
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Descrizione
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1
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Como (CO); dalla Chiesa di San Rocco alla Basilica di San Carpoforo 650m con pendenze +12%.
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2
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Como (CO), località Breccia, salita 650m pendenza +15%.
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3
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San Fermo della Battaglia (CO); Salita su via Rimembranze 190m pendenza
+11,6%.
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4
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San Fermo della Battaglia (CO), via per Bronno 1000m con punti di pendenza
+14%.
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5
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San Fermo della Battaglia (CO); Da Cascina Terramara al Punto Panoramico del Monte Sasso 1200m con pendenza in alcuni punti al +25%.
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6
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San Fermo della Battaglia (CO); discesa in direzione di Cavallasca mista sterrato-cemento-piastrellato e asfalto con pendenza
negativa -28%.
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7
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Cavallasca (CO); tratto in direzione della località Colombirolina pendenza max +20%.
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8
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Cavallasca (CO); Sentiero 8 , 450m pendenza +11% ed ultimo tratto in discesa con passaggi su
gradini naturali e radici fino all'arrivo alla periferia
di Parè.
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9
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Gironico (CO); passaggio sul single track all'interno
del PLIS Sorgenti del Lura difficoltoso a causa piante cadute che ostruiscono molto i
sentieri.
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10
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Gironico (CO); strappo al termine dell'asfaltata via San Rocco con
350m al +19%.
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11
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Drezzo (CO); ingresso sul Sentiero 2 , pendenza max +13%.
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12
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Sentiero 2 ; risalita verso il confine con la Confederazione Svizzera 500m con pendenze al +14%
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13
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km 22, dopo attraversamento fiume Seveso 150m con pendenza al 20% in portage.
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14
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Como; discesa su pista tagliafuoco nel bosco pendenze negative -19%
su sterrato, tratto asfalto fino a superamento
sottopasso A9 pendenze negative -21%.
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15
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16
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17
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18
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19
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20
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Tracciato percorribile in sella al:
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Descrizione itinerario
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Si parte da piazzale San Gottardo a fianco
della Stazione ferroviaria San Giovanni (1875) a Como che abbiamo raggiunto con un comodo treno
sulla linea Trenord S11 . Dopo i preliminari caricamenti delle tracce GPS
ed i soliti controlli sui mezzi si parte e in
leggerissima discesa andiamo a percorrere, a destra,
via Venini che ci conduce alla prima traversa di via
Regina Teodolinda dove giriamo a destra.
Percorrendone il rettilineo passiamo accanto
alla Basilica di Sant'Abbondio (V Sec.) e superandola, rimanendo comunque sulla strada
principale, proseguiamo accanto alla grande area
del Cimitero Monumentale Maggiore. Deviamo poi, per forza, a sinistra su via M.
Albricci raggiungendo la rotonda dove svoltiamo a
destra andando a percorrere un brevissimo tratto
della SS342 . La lasciamo, subito, girando ancora a destra
sulla stradina di via Don Roberto Malgesini (si passa in questo punto accanto alla targa ricordo
del 15 settembre 2020, dove mentre si preparava alla
consueta distribuzione di un pasto caldo ai poveri,
viene ucciso con 25 coltellate sotto la casa dove
abitava in piazza San Rocco). Imboccata a destra via via T. Rimoldi inizia un
tratto in salita che va a superare la Chiesa di San Rocco (1535) e subito dopo ad attraversare il sottopasso
ferroviario con pendenze che per i prossimi 650m
rimangono sempre costanti intorno al 12%. Appena
superata la Basilica di San Carpoforo (IV Sec.), che si vede alla nostra destra, la salita
termina ed inizia la fase di discesa che raggiunge
il bivio con la SS342 . Mantenendoci a destra proseguiamo accanto alla
struttura dell'ex Ospedale Sant'Anna e alla prima
traversa a destra, di via M. Colonna, giriamo per
proseguire in un tratto in falsopiano che ci
permette di non utilizzare un breve tratto di
asfalto, della provinciale, molto frequentato dal
traffico automobilistico. La ritroviamo comunque
poco più avanti quando raggiungiamo la rotonda sul
piazzale Camerlata dove lasciamo alla nostra
sinistra uno dei monumenti simbolo della città;
la Fontana di Camerlata (1935).
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Proseguendo sempre diritto andiamo a percorrerne
450m ed alla prima traversa a destra, girando, ci
portiamo sul breve rettilineo di via Giustizia e
Libertà. Raggiunto il bivio con C. Claudiano, dove
giriamo a sinistra, proseguiamo fino al successivo
imboccando, poi, a destra via P. Gasparotto. Alla
prima traversa giriamo a sinistra per entrare sul
piccolo piazzale antistante una vecchia
cascina, completamente ristrutturata, e
superandola ci portiamo nello stretto transito
regolato da una sbarra. A sinistra, usufruendo dello stretto passaggio, ci
immettiamo sulla stradina di via Salvadonica e
percorrendola tutta arriviamo all'incrocio.
Attraversandolo ci portiamo su via Monte Caprino
dove la salita prosegue così come la pendenza che in
alcuni punti arriva al 15%. Lasciate le case della
località Breccia alle nostre spalle ci dirigiamo verso la
località Prestino e sul prolungamento di via Ronchetto andiamo
ad attraversare un tratto sterrato che ci permette
di tagliare quello asfaltato. Rientrati sul bitume
proseguiamo, adesso, in falsopiano con pendenze al
5% che rimangono invariate anche sui prolungamenti
di via Isonzo e sul successivo di via Piave.
Raggiunta la rotonda con la SP17 , mantenendoci a destra, ne percorriamo circa 50m
per deviare poi a destra sulla stretta viuzza di via
Raimondi che in rettilineo ci conduce al bivio con
via G. Garibaldi dove entriamo nel territorio
comunale di San Fermo della Battaglia (La battaglia di San Fermo ebbe luogo il 27 maggio
1859, quando Giuseppe Garibaldi, al comando dei
Cacciatori, respinse le posizioni avanzate
austriache poste a difesa di Como, si fortificò e
seppe respingere un contrattacco, inducendo il
nemico a sgomberare la città). Girando a destra proseguiamo sul breve strappo
in rettilineo, di via Rimembranze, con pendenze al
12% che ci portano all'altezza del semaforo.
Tenendoci a sinistra imbocchiamo la stradina di via
per Bronno dove inizialmente la stradina prosegue
sempre in leggerissima salita fino alla curva.
Subito dopo però la pendenza cambia e si passa ad un
14% per i prossimi 1000m dove attraversiamo
l'abitato residenziale di Bronno e
superiamo Cascina Terramara su un fondo comunque asfaltato.
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Inizia adesso il tratto impegnativo con il passaggio
su un fondo sterrato/sassoso. Saranno i prossimi 1250m
molto impegnativi, non solamente per la pendenze che
in alcuni punti raggiungono anche il 25%, ma per i
continui sobbalzi che il nostro mezzo e noi dobbiamo
sopportare per raggiungere la parte più bella del
sentiero che ci conduce, appena sotto, al Punto Panoramico del Monte Sasso all'interno del Parco regionale della Spina Verde. Un attimo di pausa per goderci lo spettacolo della
pianura sottostante e dal contorno delle lontane
montagne ancora ricoperte di neve prima di iniziare la
discesa. Non certamente semplice e con pendenze
negative al -28% lasciamo ben presto alle nostre
spalle la parte più alta dell'escursione odierna e
1100m dopo raggiungiamo la periferia di Cavallasca. La discesa avviene su parti sterrate, acciottolate e
pavimentate per raggiungere poi l'ultimo tratto
asfaltato su via Monte Sasso dove finalmente troviamo
un tratto abbastanza pianeggiante che ci prepara poi
ad un'altro strappo, fortunatamente a tornanti, in cui
le pendenze non scherzano arrivando al 20%, ma
fortunatamente di breve durata con i soli 300m di
lunghezza. La discesa che ne segue è di per se stessa
più lunga e circa 500m dopo raggiungiamo la
località Colombirolina dove troviamo la Chiesetta di San Rocco o dei Pittori (1857) che lasciamo alla nostra destra mentre percorriamo
via alla Torre. Percorriamo ancora circa 300m di
asfalto e lo lasciamo di nuovo per entrare ancora in
off-road sul sentiero che rientra un'altra volta
all'interno del bosco ed iniziamo a seguire
il Sentiero 8 che partendo subito in salita ci fa percorrere
i primi 450m con pendenze all'11%. La discesa è molto
più impegnativa e nell'ultima parte si trovano dei
passaggi molto tecnici su radici e scalini naturali
che chi non se la sente di percorrere in sella può
tranquillamente fare del portage. Raggiuta così la
periferia di Parè e rientrati su asfalto seguiamo via Oreghello
per portarci in direzione della grande rotonda
sulla SP17 e prendendo la terza uscita andiamo a
percorrerne però solamente 50m deviando quindi a
destra nella stretta stradina di via Pisquerei.
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Lasciamo alla nostra destra alcuni capannoni e
raggiunta l'area di parcheggio giriamo a sinistra per
uscirne ed arrivare sull'asfaltata via Salvadonica.
Tenendoci a destra ne seguiamo poco più di 150m ed
entrando a sinistra sul single track siamo entrati
all'interno del territorio del PLIS Parco Sorgenti del Lura. Entrando nuovamente all'interno di un bosco
percorriamo questo bellissimo single track che però ha
(parlo di questo periodo) il difetto di avere molte piante che sono cadute e
che ostruiscono molto il passaggio di mezzi e pedoni.
Nonostante tutto questo si prosegue anche se per colpa
di questi inconvenienti far passare ad ogni ostacolo
un numero di 24 bikers e 24 mezzi un pò di tempo ci
vuole. Non scoraggiandoci mai continuiamo
l'esplorazione di quest'altra area verde tutelata
e dopo aver attraversato, nell'ultimo tratto, un
grande pratone raggiungiamo la periferia
di Gironico ed il bivio sulla SP17 . Ci manteniamo a destra per seguirne solamente i
metri necessari che ci permettono di raggiungere la
prima traversa a destra di via G. Carducci e girando
l'andiamo a percorrere tutta fino all'incrocio con via
San Lazzaro. Continuiamo a sinistra e proseguendo
ancora su asfalto per i prossimi 100m raggiungiamo la
traversa, a destra, di via San Rocco dove girando, ben
presto, ci ritroviamo nuovamente in fuoristrada e su
uno strappetto di 350m che con pendenze al 19% che con
fatica superiamo. Questa deviazione che prosegue ancora nel bosco ci
consente di evitare le strade asfaltate e di
raggiungere la periferia di Gironico al Piano mantenendoci poi su bellissimi tratti
sterrati che ci portano sulla grande rotonda
della SP17 che attraversiamo per ritornare tra le
stradine di Parè. Imboccando la seconda uscita ci portiamo su via
Cavour e poco più di 50 m dopo la lasciamo per
deviare a sinistra su via delle Corti dove ci
fermiamo per far rifornimento d'acqua visto che il
caldo, adesso, comincia a farsi davvero sentire.
Ripresi i mezzi ne percorriamo il breve rettilineo e
arrivati al bivio giriamo a destra su via Roma e poi
subito a sinistra su via 1° Maggio per proseguire
poi sulla stretta stradina di via Mirabello che ben
presto ci reintroduce all'interno del Parco regionale della Spina Verde.
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La sterrata che imbocchiamo poco dopo passa non
distante dalla periferia di Drezzo e per un tratto segue anche il tracciato
del 🏃Percorso Vita prima di congiungersi con il Sentiero 2 con una buona fase di salita che raggiunge la
pendenza massima del 13%. La breve discesa che ne
segue ci prepara al lungo strappo di oltre 1200m che
parte subito con una pendenza del 20% nei primi 350m
per poi diminuire al 9% nei successivi 250m. Non è
però finita perchè si riprende l'ascesa con i
prossimi 500m al 14% che ci portano finalmente su un
tratto di pianoro sempre all'interno del bosco ed al
confine con la 🚩Confederazione Svizzera. Passando proprio a fianco delle reti che dividono
le due nazioni proseguiamo il nostro tour odierno
alternando i passaggi dal Sentiero 2 al Sentiero SI-Sentiero Italia (vedi la tappa D9 ) che mette a dura prova muscoli e fiato. Proseguendo
raggiungiamo il km 22, attraversando il fiume Seveso (che in questo punto è ancora a livello di ruscello
con la sorgente poco distante dal nostro punto di
passaggio), con una prima fase in sella. Siamo poi costretti a
scendere per arrampicarci sul crinale del monte ed in
questo punto solo il portage ci permette di superare,
la risalita davvero pesante. Con il passaggio su
radici e gradoni naturali andiamo a superare questi
150m con pendenze al 20% che ci ricorderemo
sicuramente per un bel pezzo ma questo è lo sport che
abbiamo scelto che ci fa rimanere anche per molto
tempo nel mezzo della natura in cui queste situazioni
si trovano e sono sicuramente da tenere sempre in
considerazione. Un attimo di pausa per riprenderci dalle fatiche
prima di risalire in sella e percorrere un tratto
semi pianeggiante che ci conduce prima in direzione
del Fortino del Monte Sasso (1899) e successivamente all'Abbeveratoio del Genio Militare dove rientriamo sul Sentiero 2 . Da questo punto iniziamo la lunga discesa che
sulla Pista Tagliafuoco raggiunge una pendenza
negativa massima al -19% intervallata però dalle
ampie curve e qualche tornante in cui si gestisce
bene il mezzo.
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Discesa che offre, inoltre, spunti di paesaggio
verso il confine svizzero, alla nostra sinistra, con
la città di Chiasso e il Monte Olimpino sotto di noi. La parte più ripida di
questo lungo declivio la si percorre però sul tratto
asfaltato quando entriamo nuovamente nella periferia
di Como percorrendo via Cardano che con un -21% ci
porta prima al sottopasso della A9 Autostrada dei Laghi e successivamente con alcuni tornanti alla
periferia della città dove alla traversa di via A.
Sacchi giriamo a destra. Si prosegue sempre in
discesa su questa stradina secondaria per
raggiungere una grande rotonda dove imboccata la
terza uscita ci portiamo sul breve rettilineo di via
L. Camozzi raggiungendo poi la successiva dove
giriamo a destra. Seguiamo per un breve tratto,
100m, via Bellinzona e al bivio ci teniamo a destra
per entrare sulla bella stradina alberata di via
Valeria che ci permette di procedere in un tratto
quasi senza traffico per raggiungere nuovamente il
bivio con la precedente via Bellinzona. Girando a
destra ci inseriamo nel breve tratto che entra
all'interno di Borgo Vico dove lasciamo la
trafficata strada per deviare a sinistra su via
Simone Cantoni che ci conduce alla passeggiata
Lungolago Lino Gelpi ed a fianco di Villa Olmo (1797). Deviando a destra percorriamo questo splendido
tratto dove superiamo in sequenza Villa Volontè (Sec. XVIII), Villa Cantoni Pisa (1840), Villa Parravicini-Revel (Sec. XVIII), Villa Gallia (1615), Villa Saporiti (1791), Villa Musa (1905) e Villa Carminati prima di arrivare su piazzale F. Somaini.
Mantenendoci a sinistra ci inseriamo sul rettilineo
di via Giancarlo Puecher affiancando lo Stadio Comunale Giuseppe Sinigaglia (1925) per raggiungere il piazzale antistante
il Monumento ai Caduti (1930 -memoriale della Ia Guerra Mondiale dove sulla facciata a lago è scolpita la frase "STANOTTE
SI DORME A TRIESTE O IN PARADISO CON GLI EROI. 10
ottobre 1916"). Sono gli ultimi km questi da percorrere e seguendo
il tratto del lungolago Mafalda di Savoia andiamo in
direzione di Lungolario Trento per deviare poi
all'interno della città percorrendo via Fratelli
Cairoli e successivamente piazza Alessandro Volta da
cui usciamo per proseguire sul rettilineo di via
Giuseppe Garibaldi e poi sul prolungamento di via
Tolomeo Gallio. All'incrocio, semaforizzato,
attraversiamo viale Innocenzo XI e ci portiamo su via
Venini per ritornare al nostro punto di partenza
iniziale raggiungendo il piazzale antistante la
stazione ferroviaria.
Pier
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