Vallassina MTB Ride - 7
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| Foto di gruppo all'Alpe Megna |
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12/10/2025
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Vallassina MTB Ride - 7
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Distanza km
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Metri elevazione
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Tempo
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Meteo
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Salita
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Discesa
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Trascorso
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In movimento
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☁ ☁
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39,9
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1034
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1034
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3:38
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3:04
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Statistiche
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Velocità
in km/h
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Media
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Massima
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In Salita
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In discesa
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In pianura
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10,9
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42,6
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8,1
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12,1
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13,5
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Salita km
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Discesa km
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Pianura km
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12,5
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13,6
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14,6
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Tracciato adatto a:
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Mountain bike
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✅
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@-Mtb
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❌
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Gravel
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Traccia GPS (clicca su uno dei pulsanti per aprire
la pagina del portale)
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Garmin
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Google Maps
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Outdooractive
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Wikiloc
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Itinerario che fa parte di un gruppo di
tracciati
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Note
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Clicca sul pulsante per aprire la pagina che si riferisce
al gruppo: (la scelta viene attivata solamente se
l'itinerario fa parte di un'aggregazione di tracciati)
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Gruppo
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Vallassina Ride MTB
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Chi aderisce alle escursioni dichiara di essere cosciente
dell'impegno fisico e dei rischi che l'attività comporta e solleva
da ogni responsabilità l'organizzatore.
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Note
(i pulsanti vengono attivati solo in presenza di
link)
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Un'altra bellissima avventura che inizia e termina nel
giro di qualche ora ma che ti lascia davvero contento
anche dopo aver superato qualche bella difficoltà. Oggi
siamo solo in 4 a condividere questo tracciato che in
alcuni tratti per me, ma anche per gli altri amici, si
dipana su delle bellissime stradine e
sterrate/pavimentate, mai percorse in precedenza. Direi
che questo itinerario può essere diviso in tre
parti: 1) La risalita verso Proserpio con i primi 2km che iniziano a scaldare le gambe e
i muscoli dove le pendenze arrivano ad un massimo del
14%. 2) La lunga salita che raggiunge il 🌳Castagneto di Rezzago con gli 8km in cui le pendenze in alcuni tratti
arrivano anche al 24%. 3) La salita di oltre 2km per superare Lasnigo e raggiungere la Chiesetta di San Giuseppe o dei Morti di Valmorana (1749) dove la pendenza massima arriva al 21%. Da qui si
capisce quanto sia impegnativo ma, se preso con le dovute
velocità, come quelle tenute da noi oggi, vi assicuro che
all'arrivo sarete davvero soddisfatti anche se la fatica è
stata davvero tanta nonostante l'ausilio delle nostre
@-mtb. Purtroppo la giornata non ci ha regalato un meteo
soleggiato con un cielo abbastanza grigio per tutto il
tempo dell'escursione ma non ci ha condizionato più di
tanto. Sentieri/sterrate e stradine sono sempre in ottime
condizioni da percorrere e questo tratto del Triangolo Lariano non smentisce mai le proprie bellezze.
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N.
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Descrizione
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1
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Longone al Segrino (CO); Salita su via A. Manzoni pendenza 10%.
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2
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Proserpio (CO); Salita in direzione della zona industriale
pendenza 15%.
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3
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Canzo (CO); Strappo su via SS. Giovanni e Paolo lunghezza
150m pendenza 19%.
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4
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Canzo (CO): Via del Lazzaretto pendenza costante al
10%.
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5
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Asso (CO); 🚩Zona Mulini in direzione della piccola frazione Canova pendenza
al 12%.
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6
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Rezzago (CO); Salita verso il bivio con via La Fola pendenza
max 12%.
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7
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Rezzago (CO); via per Enco fino al ponte sul torrente Rezzago
pendenza max 12%.
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8
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Rezzago (CO); entrata in ⛰Valle Mazzano e 🌳Castagneto di Rezzago pendenze max 24%.
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9
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Caglio (CO); trasferimento a ⛰ Pian delle Noci e ⛰Valle Sassina pendenze max 14%.
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10
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Lasnigo (CO); Salita in rettilineo verso piazza Roma pendenza
max 13,5%.
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11
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Lasnigo (CO); Salita su via Valmorana con pendenze che
passano dal 15 ad oltre il 21%.
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12
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Alpe Megna (CO); discesa verso il borgo di Pagnano pendenza negativa nella parte centrale
-24%.
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13
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Canzo (CO); traversa di via Laguccio pendenza max
13%.
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14
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15
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16
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17
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18
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19
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20
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Tracciato percorribile in sella al:
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100%
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Descrizione itinerario
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Lasciamo il parcheggio del Lido a Longone al Segrino e raggiungere il bivio con la SS41 dove giriamo a sinistra per andare in direzione
della rotonda, a fianco della Chiesa di Santa Maria della Rosa (o Santa Maria in
Prato) (1327) dove, proseguendo ancora diritto, raggiungiamo
l'ingresso, a destra, di via Risorgimento. La
percorriamo tutta e raggiunta la biforcazione, nel
centro storico, deviamo a sinistra sulla stretta
stradina di via G. Garibaldi per portarci a ridosso di
un piccolo spiazzo dove a destra imbocchiamo via Roma.
Rimanendo sempre sulla strada principale proseguiamo
ancora a destra su via Alessandro Manzoni iniziando il
primo tratto in salita della giornata con una pendenza
al 10%. Proseguendo per i rimanenti 750m, all'8%,
raggiungiamo la grande rotonda alle porte
di Proserpio e girando a destra entriamo su via XXIV Maggio
dove l'ascesa prosegue ancora con un'ulteriore aumento
che in questo tratto rimane invariata al 9,2% fino
all'arrivo nel centro del paese. A destra, quando
troviamo la Chiesa di Santa Maria Assunta e Santi Carlo e
Rocco (1470) la aggiriamo portandoci, con uno strappetto,
sull'ampia strada asfaltata di via F.lli Rizzi dove la
pendenza sale ancora raggiungendo la punta massima del
15%, nel tratto intermedio a ridosso dei primi
capannoni. Il rettilineo che ne segue, semi
pianeggiante, raggiunge poi una rotonda dove prendendo
la seconda uscita rimaniamo a ridosso degli ultimi
stabilimenti fino a raggiungere il bivio, nei pressi
di una zona adibita a parcheggio. A destra e dopo aver
superato la sbarra entriamo nel primo tratto off-road
della giornata con la bellissima sterrata che ci porta
all'interno del 🌳Bosco della Gualdera alle prime pendici del Monte Scioscia. Primi 500m con pendenza minima al 3,4% per
procedere poi in discesa nei prossimi 1000m, sempre
all'ombra delle piante, fino a superare la sbarra ed
immetterci sulla parte asfaltata di via A. Grandi che
ci porta al bivio con via Brusa. Svoltando a sinistra
andiamo a percorrere questa stradina secondaria che
raggiunge il sottopasso ferroviario prima di arrivare
al bivio con via Giancarlo Puecher.
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Con la curva a sinistra seguiamo quest'altra bella viuzza
che corre accanto alla linea ferroviaria e sulla quale
andiamo a superare altri due sottopassi prima di arrivare
sulla stradina che raggiunge il guado, asciutto,
del torrente Ravella alle porte della zona industriale di Canzo . Attraversandolo andiamo poi a seguire la strada che
raggiunge l'incrocio dove, girando a sinistra,
percorriamo, quest'altra stradina secondaria, che ci
accompagna alla rotonda sulla SP40 . Proseguendo diritto entriamo sul rettilineo di via Cà
Bianca e dopo aver attraversato, sul ponte, il fiume Lambro la lasciamo per imboccare, a destra, l'ingresso
del 🚩Sentiero del Lambro sul quale, a pochissima distanza dalle sponde del
fiume, raggiungiamo la frazione Scarenna . Percorrendo poi un breve tratto di via al Lambro
arriviamo a fianco dello stretto passaggio, a sinistra,
che ci permette di arrivare su via P. Valsecchi superando
il sottoportico di una casa per raggiungere il bivio.
Svoltando a sinistra andiamo in direzione della rotonda e
prendendo la prima uscita imbocchiamo un brevissimo tratto
di via A. De Gasperi per poi deviare subito a destra
entrando all'interno di uno slargo. Superandolo arriviamo
a all'ingresso della stretta stradina di via Santissimi
Giovanni e Paolo che, dopo la curva, inizia con uno
strappetto abbastanza duro, 150m al 19%, che ci porta a
fianco dell'Oratorio dei SS Giovanni e Paolo (Sec. XII). Proseguendo su questa strada, con continue curve, si
raggiunge il bivio con via del Lazzaretto che andiamo a
percorrere su questo continuo falsopiano passando a fianco
della piccola Chiesa del Lazzaretto (Sec. XVII) alla nostra sinistra a fianco di un piccolo slargo. Una
pendenza che si articola lungo questi 800m intorno al 10%
ci porta a raggiungere il Ponte Oscuro ("il fiume rumoreggia in un profondo burrone... Qui il Lambro incassato fra le rocce sotto il ponte
Oscuro, è niente male (Stendhal)).
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Superandolo e girando a sinistra andiamo ad affrontare un
primo e breve strappetto che ci porta al bivio con via per
Bellagio e girando a sinistra iniziamo le belle curve e la
salita che dopo 650m raggiunge il bivio con via
Circonvallazione. Con, molta, cautela giriamo a sinistra e
percorrendone solamente 300m deviamo poi a sinistra sulla
stretta stradina che scende verso la 🚩Zona Mulini . Superata la struttura del Mulino Valsecchi (il cui diritto all’uso delle acque risale al 1369, ed è
il più antico della provincia di Como), andiamo ad attraversare nuovamente, su un piccolo
ponticello, lo scorrere del fiume Lambro. Dopo la curva inizia la parte più impegnativa di questo
itinerario che prevede la prima rampa al 12% per
raggiungere le poche case della piccola
località Canova su un fondo stradale che passa da pavimentato a
sterrato e asfalto. Raggiunto un bivio ci si mantiene a
sinistra per proseguire sullo stretto sentiero che procede
più basso ma a lato della SP44 entrando di fatto nel bosco. Pendenza che rimane
sempre al livello iniziale ma passando sulla parte del
sentiero che si allarga ci saranno tratti a fondo sassoso
e smosso in cui è importante mantenere le giuste
traiettorie per evitare qualche inciampo di troppo e
mettere quindi il piede a terra. Superato quindi il
piccolo ponte sul torrente Valle della Roncaglia andiamo poi ad affrontare la curva a sinistra e
sempre pedalando su fondo abbastanza smosso percorriamo
questo tratto dove la pendenza però scende al 9% per i
prossimi 150m. Arrivando, poi, alla curva successiva a
destra il fondo, fortunatamente, cambia e diventando
nuovamente piastrellato raggiunge il bivio della stradina
asfaltata di via Gaggiate che ci porta, con pendenze negli
ultimi 250m al 19%, all'incrocio con via La Fola alla
periferia di Rezzago . Attraversandola ci portiamo sulla stretta stradina di
via per Asso e con la pendenza che scende al 12% andiamo a
percorrere questa viuzza interna al paese che ci evita di
percorrere la strada principale più trafficata. Arrivati
dalla parte opposta andiamo ad attraversare anche via
Santa Valeria e imbocchiamo davanti a noi lo stretto
vicolo di via Giardini. Tra questi bellissimi vicoli che
attraversano la parte storica del borgo ci lasciamo
trasportare dalla tranquillità che si sente tra gli
stretti varchi tra le case e superando qualche bellissimo
sottoportico ci si richiama alla storia del luogo.
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Lasciate le case alle nostre spalle andiamo a superare
la 🚰Fontana dell'Acquabona (vecchio lavatoio) ed entriamo su via per Enco e questo tratto, mai
percorso in precedenza, mi ha lasciato davvero sbalordito
per la bellezza dei paesaggi circostanti che in questa
stagione autunnale ti regala dei colori davvero molto
belli. La pendenza della stretta e bellissima stradina è
regolare e non si abbassa mai sotto il 12% per tutti i 900
m che ci separano dalla curva a destra dove sul ponte si
va ad attraversare il torrente Rezzago. Da qui, in un contesto di bosco e strada a fondo
piastrellato inizia la parte più dura di questa salita
dove le pendenze diventano subito importanti e rimangono
pressoché invariate per tutti i 1100m che entrano
in ⛰Valle Mazzano e nel 🌳Castagneto di Rezzago dove si toccano, invece, punte al 24%. Mantenendo
sempre un'andatura turistica risaliamo verso la parte più
pianeggiante anche se per i prossimi 2700m dovremo
affrontare un continuo saliscendi con pendenze max del 14%
ma anche tratti di discesa con pendenze negative al -12%.
Raggiunto Pian delle Noci, all'ingresso della ⛰Valle Sassina e superato il ristorante siamo ritornati su un
fondo asfaltato e andiamo in direzione del Santuario della Madonna di Campoè (Sec. XVI) dove obbligatoriamente, per me, è necessaria una sosta
per entrare in questo bellissimo luogo di cui avevo visto,
finora, solamente qualche fotografia. Le porte sono aperte
e c'è quindi la possibilità di entrare e quando varco la
soglia rimango davvero incantato dalla bellezza
dell'interno di questa piccola Chiesa. Per non disturbare
la preghiera di alcuni fedeli scatto solamente qualche
fotografia ma mi riprometto di ritornare in questo punto
che ha lasciato dentro di me un qualcosa di diverso da
altri in cui sono passato. Il tempo di ritornare in sella
e si parte in direzione di Sormano . Percorrendo viale Campoè, in cui troviamo le tante
cappelle della Via Crucis, raggiungiamo il Camposanto e
deviando a sinistra entriamo sulla stradina di via Bryan
Coony, dove troviamo alla nostra sinistra la
piccola Chiesa della Beata Vergine del Carmelo (1570).
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Sempre in leggera salita ci conduce ad un primo
bivio dove mantenendoci a sinistra proseguiamo in
direzione del successivo e arrivati su via ai Monti
giriamo a destra e poi subito a sinistra per entrare in
una stradina che diventa ben presto sterrata. Poco dopo
raggiungiamo il 🌄Belvedere Segantini ed una sosta di qualche minuto per scattare una
foto ricordo ci vuole, anche se il meteo di oggi non
aiuta, ma si riparte subito su un breve rettilineo che ci
conduce poco più avanti all'innesto a destra della
stradina piastrellata. Attraversando alcuni pratoni prima
di raggiungere la stretta via Lugano, sempre in discesa, raggiungiamo il
bivio di via Segantini sfiorando la periferia di Caglio e girando a sinistra ci portiamo in saliscendi sul
prolungamento di via Santa Valeria fino a raggiungere
il bel borgo di Sormano . L'ampio tornante che ne segue ci porta al bivio con
la SP44 dove giriamo a sinistra per percorrerne il breve
tratto in rettilineo di poco meno di 100m. Entrando ora tra
le case del paese su via Calibera ed arrivati in piazza P.
Panzeri giriamo a destra per percorrere alcuni stretti
vicoletti tra cui uno a bassi gradini che bisogna percorrere
per raggiungere il bivio in cui ci riportiamo
sulla SP44 . Mantenendoci a sinistra iniziamo, adesso la fase di
discesa, che con i bei tornanti ci porta prima all'abitato
di Brazzova dove sul tornante possiamo vedere, a destra, la
bella Chiesa della Madonna di Fatima (1820). I tornanti proseguono e rallentano di molto la velocità
in discesa ma è nel tratto meno impegnativo, dopo aver
superato l'abitato di Gemù , che finalmente lasciamo un poco la leva del freno per
divertirci ed arrivare ai 50km orari fino all'arrivo al
bivio della Strada Provinciale per Bellagio. Con molta
prudenza e con l'aiuto di un'automobilista che ci lascia la
precedenza (grazie) entriamo a sinistra sul breve
tratto di provinciale ed iniziamo una leggera salita fino
all'arrivo (dopo circa 700m) al bivio di Lasnigo . La deviazione a destra ci presenta subito il conto ed
iniziamo subito con pendenze maggiori percorrendo l'intero
rettilineo di 500m che ci separa dal bivio dove la pendenza
rimane costante al 13,5%. Raggiunta la piccola piazza Roma,
deviamo a destra per oltrepassare il ponte sul torrente Lambretto e ci immettiamo sulla stradina asfaltata, a destra,
di via Valmorana.
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Il tratto è abbastanza impegnativo con la partenza per i
primi 200m al 15% ma poi la pendenza inizia a salire
ancora e fino alla prima curva si attesta al 19,5% per poi
alzarsi ulteriormente nei prossimi 350m dove si supera il
21% fin oltre la Chiesa di San Giuseppe "Morti di Valmorana" (1749). Quando inizia il tratto sterrato che raggiunge
l'Alpe Megna sarà un saliscendi continuo e ovviamente non può
mancare la fermata oltre le poche case del borgo (che attualmente sono in fase di restauro) per gustare il bellissimo paesaggio che si estende
oltre il pianoro. Ma come sempre, quando si arriva qui,
uno scatto di ricordo del nostro passaggio ci deve per
forza essere e così ci fermiamo un attimo per qualche
click. Si riparte sulla strada acciottolata che prosegue
in discesa e con molta cautela nel passaggio tra le parti
un pò umide e quelle più asciutte andiamo a superare il
tratto sterrato che passa accanto al Vecchio Lavatoio prima di arrivare alla secca curva a sinistra dove
inizia la parte più impegnativa della discesa che nel
tratto centrale, alla esse, raggiunge una pendenza
negativa al -24%. Il rettilineo che ne segue arriva tra le
prime case di Pagnano e ancora su un tratto di strada acciottolato si
scende nel centro del piccolo borgo raggiungendo e
superando la piccola piazzetta dove si trova, a sinistra,
la Chiesa di Santa Maria Immacolata (1631). Percorso il breve tratto di via Italia raggiungiamo
uno slargo e deviando a sinistra iniziamo la discesa sui
bassi gradini che ci conduce sulla stradina di via
Accorciatoia Pagnano. Si prosegue in discesa fino al bivio
con via Circonvallazione dove, con cautela, giriamo a
sinistra ed iniziamo una leggera discesa in cui andiamo a
superare, in rettilineo, la corta galleria a cui segue
l'ampio curvone fino a trovare l'ingresso
sulla SP46 . La curva a sinistra ci porta in leggera salita a
percorrerne solamente 250m per poi girare a destra
all'ingresso della sterrata che raggiunge prima il piccolo
ponticello dove superiamo le acque del fiume Foce e successivamente il casale di Cascina Prera dove a destra entriamo sull'ampia sterrata.
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Attraversando questo bellissimo bosco dopo circa 600m
arriviamo a fianco di Casa Scout "il Grande Cerchio" per deviare a destra e ritornare sull'asfalto di
via Cranno dove sul piccolo ponte riattraversiamo il
fiume. La stretta stradina, a curve, è a doppio senso di
circolazione e perciò e abbastanza logico rimanere nei
propri spazi per non intralciare o procurarsi
un'incidente. La discesa è abbastanza dolce e con qualche
curva in men che non si dica raggiungiamo il bivio con
la SP41 dove con molta cautela giriamo a destra per
portarci, dopo la curva, allo slargo davanti
all'autorimessa dove è più facile attraversare la
provinciale. Torniamo quindi indietro e seguendo questo
tratto abbastanza trafficato andiamo a percorrerne i primi
700m che ci separano dal piazzale davanti alla stazione
di Asso per poi proseguire ancora per 100m e deviare a
sinistra imboccando via Laguccio. In rettilineo iniziamo
poco dopo una bella salita che dopo circa 500m ci conduce
all'ampia curva ed in questo punto la pendenza è
abbastanza indicativa con un buon 13%. Superato un breve
spazio quasi pianeggiante si ricomincia a salire fino
oltre il bivio di via Castello con pendenze meno
impegnative ma che nel computo dei chilometri sin qui
percorsi qualche fastidio nelle gambe lo troviamo.
Lasciamo via Castello quando all'incrocio, e girando a
destra, entriamo su via Paradiso procedendo fino al bivio
successivo dove, ancora a destra, imbocchiamo via Sombico.
La stradina nella prima parte affianca il corso
del torrente Ravella ed entra poi all'interno del centro storico
di Canzo raggiungendo un bivio. Mantenendoci a destra
percorriamo la stretta stradina di via Meda e arrivati
all'incrocio giriamo a sinistra su via San Francesco. Si
prosegue sempre all'interno del centro storico
raggiungendo il piazzale davanti alla Chiesa di San Francesco (1300) e deviando a destra proseguiamo sul lungo rettilineo di
via Caravaggio dove raggiungiamo la biforcazione. Curvando
a destra proseguiamo su via Martiri della Libertà e
rientrando all'interno del centro storico su via
Risorgimento procediamo verso la rotonda di piazza
Garibaldi. La curva a sinistra ci porta sul rettilineo
della SP41 e raggiunta e superata la prima rotonda ci portiamo
all'entrata di via Segrino, a sinistra, consentendoci di
lasciare per qualche chilometro la provinciale. Poco dopo
raggiungiamo il Lago del Segrino e iniziamo a seguirne le sponde percorrendo tutta
la parte ciclo-pedonale fino all'ultimo tratto di via dei
Combattenti che raggiunge la rotonda sulla SP42 . Con la prima uscita ne seguiamo il tracciato e dopo
circa 600m raggiungiamo il punto di partenza iniziale
del Parcheggio del Lido dove terminiamo quest'altra bellissima
avventura.
Pier
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