Vallassina MTB Ride - 5
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| Caglio (CO) - Passaggio nel centro storico |
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28/07/2024
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Vallassina Ride MTB - 05
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Distanza km
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Metri elevazione
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Tempo
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Meteo
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Salita
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Discesa
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Trascorso
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In movimento
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☀
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36,5
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1004
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1004
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3:50
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3:30
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Statistiche
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Velocità
in km/h
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Media
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Massima
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In Salita
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In discesa
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In pianura
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10,6
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49,7
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7,4
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13,2
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13
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Salita km
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Discesa km
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Pianura km
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11,1
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12,1
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12,7
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Tracciato adatto a:
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Mountain bike
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@-Mtb
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Gravel
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Traccia GPS (clicca su uno dei pulsanti per aprire la
pagina del portale)
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Garmin
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Google Maps
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Outdooractive
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Wikiloc
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Itinerario che fa parte di un gruppo di tracciati
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Note
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Clicca sul pulsante per aprire la pagina che si riferisce al
gruppo: (la scelta viene attivata solamente se l'itinerario fa
parte di un'aggregazione di tracciati)
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Gruppo
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Vallassina Ride MTB
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Chi aderisce alle escursioni dichiara di essere cosciente dell'impegno
fisico e dei rischi che l'attività comporta e solleva da ogni
responsabilità l'organizzatore.
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Note
(i pulsanti vengono attivati solo in presenza di link)
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Niente da dire, anche oggi, nonostante il caldo, davvero da Caronte, (come si inventano oggi i nomi) un bel tracciato anche abbastanza impegnativo che per tante
domeniche, precedenti, è stato sempre rinviato per le, allora,
brutte condizioni meteo. Partenza con 8 compagni di avventura
che al di la del caldo o meno sono sempre presenti nel seguire
un'altro tracciato completamente nuovo in cui non sono mancati
alcuni passaggi davvero splendidi. La Vallassina
situata all'interno del Triangolo Lariano
offre, davvero, bellissimi borghi da visitare anche se per
raggiungerli la salita è un obbligo. Al di la di questo
l'off-road c'è e sopra tutto nella prima parte del tracciato è
anche abbastanza impegnativo. Non manca anche la parte
difficile in discesa con il transito sull'acciottolata che
dall'Alpe di Megna
raggiunge il piccolo centro di Visino all'inizio della Valbrona. Itinerario che offre moltissimi scorci panoramici ed in cui
abbiamo trovato i tratti fuoristrada in buonissime
condizioni.
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N.
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Descrizione
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1
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Passaggio a spinta alla periferia di Caslino d'Erba dove sulla strada per Asso, interrotta per superare i massi della frana della falesia che
si è abbattuta sulla carreggiata, bisogna fare un pò di slalom
tra grosse pietre.
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2
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Alcune parti off-road del tracciato possono essere abbastanza
impegnative se non le trovate come quelle percorse da noi
quest'oggi.
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3
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Il bellissimo Sentiero che parte dalla zona dei Mulini di Asso
e che si inerpica all'interno del bosco seguendo il corso del torrente Valle della Roncaglia
ha pendenze intorno al 18% ed un fondo, nella parte terminale
prima di raggiungere la periferia di Rezzago, su un selciato abbastanza smosso.
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4
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5
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6
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7
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8
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9
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10
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11
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12
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13
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14
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15
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16
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17
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18
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19
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20
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Tracciato percorribile in sella al:
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Descrizione itinerario
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Sono le 8 e qualche minuto ed ecco il primo colpo di
pedale che dal parcheggio Lido del Segrino a Longone al Segrino
(CO) ci conduce sulla SP42 dove girando a destra raggiungiamo il bivio
della SS41 . Curvando a sinistra, con molta cautela, andiamo a
percorrere il tratto di strada in discesa fino a
superare la rotonda e raggiunta lo slargo, a destra,
giriamo per immetterci su via Risorgimento dove in
direzione del centro storico arriviamo al bivio con
via G. Garibaldi. Deviazione a sinistra per proseguire
sulla stretta stradina che lascia, poco dopo, spazio
alla più ampia via Roma dove inizia anche la prima
parte della salita che raggiunge la periferia di Proserpio
sul prolungamento di via Alessandro Manzoni. Arrivati
alla rotonda, dove troviamo la bella Cappella Mariana, prendiamo la terza uscita e con la strada che
prosegue ancora in salita seguiamo via Roma che ci
conduce al piccolo slargo dove troviamo l'ingresso di Villa Mantegazza-Baroggi. (1700 comprende,
all'interno della tenuta la Torre Ferdinandea
costruita in onore dell'Imperatore d'Austria
Ferdinando I°). Girando a destra, nello stretto spazio in cui si
sviluppa la viuzza entriamo nel primo off-road della
giornata percorrendo questo single track che raggiunge
la parte del centro storico della bellissima cittadina
di Proserpio. Una deviazione a destra per raggiungere il bar per
un buon caffè e dopo questa buonissima pausa si
riparte. Percorriamo via Puecher, uno stretto
vicoletto in cui non c'è spazio, quasi, per due mtb
affiancate e con una stradina sempre in leggera salita
ci portiamo a fianco dell'innesto di via
Belvedere.
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Svoltiamo a destra per seguirne lo strappetto ed in
breve siamo già, come altezza, al di sopra dei tetti
di alcune case che troviamo alla nostra destra.
Raggiunto un bivio giriamo a destra e andiamo a
percorrere quest'altro tratto della stradina che dopo
un gradino (percorribile però in sella) ci
immette sulla sterrata che passa accanto ad una rete
di recinzione ed in falsopiano, sempre all'interno del
bosco, ci conduce alla discesa verso l'asfaltata via
F.lli Rizzi e davanti ad una zona industriale. Girando
a sinistra arriviamo alla rotonda e superandola ci
dirigiamo verso il bivio delle sterrate dove
mantenendoci a destra entriamo su quella che parte in
leggera salita. All'interno del
Bosco della Gualdera
ci rimaniamo per oltre 1800 m fino all'arrivo, in
discesa, sull'asfaltata via A. Grandi alle porte di
Canzo. Raggiunto un bivio giriamo a sinistra ed andiamo a
seguire la stradina secondaria di via Brusa che ci
porta, prima, al sottopasso ferroviario e
successivamente ad un'altro bivio con via G. Puecher.
Svolta a sinistra per seguire quest'altra stradina che
affianca i binari della ferrovia che sotto passiamo
due volte per poi arrivare sulla stradina che in
discesa raggiunge il guado (quest'oggi a secco)
del
torrente Ravella. Attraversandolo entriamo nella zona industriale e
girando a sinistra su via Ravella andiamo a
percorrerne il tratto che raggiunge il bivio con via
Cà Bianca dove, girando a destra, arriviamo poi alla
rotonda sulla SP40 . Attraversata la provinciale proseguiamo sull'ampia
strada che ben presto ci fa lasciare i capannoni alle
spalle e attraversato il ponte sul
fiume Lambro
raggiungiamo un'altro bivio.
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Siamo entrati nel territorio comunale di
Castelmarte e
deviando a destra seguiamo via per Caslino che poco dopo
troviamo chiusa con una catena. Superandola arriviamo a
ridosso della frana e qui siamo costretti a scendere di
sella per oltrepassare i grossi massi che sono caduti
sulla sede stradale nel lontano 2010 dove ci sono solo
100 m di spinta e fortunatamente, tutti per lo meno,
pianeggianti. Ritornati poi in sella proseguiamo
sull'asfaltata che a ridosso della
Falesia di Scarenna
ci porta alle prime case della frazione
Scarenna. Raggiunta
la rotonda prendiamo la seconda uscita e percorrendo
solo un breve tratto di via A. De Gasperi ci portiamo a
ridosso di una piazzetta dove a destra imbocchiamo la
stradina di via P. Valsecchi. Dopo la curva inizia uno
strappetto, sullo stretto vicolo di via Santissimi
Giovanni e Paolo, con una lunghezza di 170 m al 17% ci
fa oltrepassare le transenne per seguire poi la strada,
in falsopiano, che a curva raggiunge un bivio.
Proseguendo diritto ci portiamo sul prolungamento di via
Lazzaretto ed iniziamo la salita che ci consente di
raggiungere e superare il ponte sull'Orrido di Ponte Oscuro
all'interno dell'abitato di
Asso. Passati sulla
sponda opposta seguiamo la stradina che con un paio di
curve raggiunge il bivio con via per Bellagio dove
girando a sinistra iniziamo a seguire una serie di curve
che per i prossimi 600 m, con pendenza al 9%, ci
conducono al bivio con la SP41 . Con cautela giriamo a sinistra e andiamo a
percorrerne solamente 250 m per deviare poi a sinistra
quando troviamo l'innesto e la segnalazione
della Zona
Mulini . La stretta stradina comincia in discesa e raggiunto il
ponte sul
fiume Lambro, dopo la curva, si inizia la bella salita che per i
prossimi 1600 m ci terrà compagnia fino a quando non
raggiungiamo il bivio con l'asfaltata alla prima
periferia di
Rezzago.
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In questo tratto, off-road, che va a superare la
piccola località di
Canova, si passa
dal fondo pavimentato a quello asfaltato per
proseguire su sentiero e quindi sterrato e per ultimo
su un tratto di selciato smosso.
Il tutto con una pendenza che in alcuni tratti
arriva al 18%. Non senza fatica, arrivati al bivio, attraversiamo
l'ampia strada asfaltata per proseguire, sempre in
ascesa, sulla stretta stradina di via per Asso che ci
permette di non utilizzare la provinciale e di
arrivare alle case evitando un tornante. Con la curva
a destra proseguiamo adesso su via Santa Valeria e
superiamo, sul tornante, il piazzale del Camposanto e
la bella
Chiesa dei SS. Cosma e Damiano
(V, VII Sec). Procediamo sull'ampia strada asfaltata percorrendo
un'altro tornante e seguendo il rettifilo successivo,
portandoci appena dopo la curva, la lasciamo per
imboccare l'altra bella stradina, ancora una volta
però in salita, di via per Caglio dove le pendenze
salgono di brutto ma dove il traffico come per incanto
sparisce. Percorriamo questo tratto al 19% di pendenza
non senza fatica ma fortunatamente la stradina per
circa la metà della sua lunghezza è completamente
all'ombra. Con due ultimi tornantini raggiungiamo la
prima periferia del paese e in zona
Nevera
entriamo all'interno del bellissimo borgo di
Caglio su una
stretta stradina che arriva, superando un sottoportico,
in piazza del Mercato. Girando poi a sinistra
andiamo
a percorrere via XI Febbraio e arrivati al bivio con via
Roma deviamo a destra per portarci sul proseguimento di
via G. Segantini che, in breve tempo e su un tratto in
leggero falsopiano, ci fa lasciare le case del centro e
ci porta, sul prolungamento di via Santa Valeria prima a
Dicinisio e
successivamente a
Sormano.
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L'ampia curva ci conduce al bivio sulla SP44 che percorriamo per poche decine di metri per poi
girare a sinistra su via Calbera. Il rettilineo ci
conduce poi all'interno del centro storico dove andiamo
a percorrere i bellissimi e stretti vicoli. Bellissimo
questo passaggio che abbina al tratto puramente sportivo
anche la parte storica dove le strette stradine
acciottolate si susseguono una dietro l'altra. Lasciamo il bellissimo centro cittadino e percorrendo
sempre stradine abbastanza strette come via Testori
andiamo a superare anche la parte esterna del borgo e ci
portiamo al bivio con la SP44 . Inizia così la discesa a tornanti che per i prossimi
4 km ci tiene compagnia fino a raggiungere il bivio
della SP41 . Girando a sinistra andiamo a percorrerne solamente
750 m e raggiunto l'ingresso, a destra, di via Nuova,
svoltiamo ed iniziamo il bello strappo che ci conduce
alla prima periferia di Lasnigo (con una salita, breve ma intensa, di circa 500 m al
15,2%). Arrivati in piazza Roma ci teniamo a destra e al
bivio di via G. Verdi giriamo a sinistra per arrivare
subito alla successiva biforcazione dove a destra ci
immettiamo sulla stradina di via Valmorana. Inizia
ancora un'altro tratto di salita dove per la prima
parte, fino all'arrivo alla Chiesetta di San Giuseppe e dei Morti di Valmorana (1757) le pendenze si avvicinano al 20% ma si pedala su
fondo asfaltato per oltre 450 m. Lasciata la chiesa alla
nostra destra andiamo a percorrere l'ultima parte
dell'asfaltata per portarci sul tratto sterrato che
entra a questo punto all'interno del bosco.
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Ultimi 400 m con pendenza che si abbassa al 18% per poi
arrivare al tratto in falsopiano che raggiunge dopo
circa 900 m il vecchio borgo (ora in completa ristrutturazione) dell'Alpe di Megna. Ci fermiamo un attimo per recuperare qualche bel
sorso d'acqua davanti alla piccola Chiesetta di Sant'Antonio Abate (1642) che troviamo stranamente chiusa. Il tempo, anche, di
una foto ricordo e ci si rimette in sella per procedere,
oltre il filo elettrico a bassa tensione, che non
permette al bestiame dell'azienda agricola di uscire da
quello che è un recinto. Attraversiamo il tratto
pianeggiante del grande pratone e raggiunto il passaggio
successivo, oltre un'altro filo, ci immettiamo nel
sentiero che con un piccolo tornante in discesa ci
conduce al ben più impegnativo tratto della mulattiera
che con pendenze anche abbastanza impegnative (-34%) ci fa arrivare dopo circa 1200 m alle porte del borgo
di Visino in Valbrona. Ritrovato l'asfalto e raggiunto il bivio giriamo a
destra per passare, prima, accanto al Camposanto e
successivamente alla Chiesa di San Michele Arcangelo (Sec. XIII) raggiungendo quindi un bivio dove procediamo a
sinistra. La strada, leggermente in salita, termina con
la parte asfaltata e il fondo del terreno lascia spazio
ad un bellissimo sterrato che sempre in leggera salita
raggiunge l'innesto del sentiero. Seguendolo a destra procediamo accanto ad un basso
muretto a secco prima di entrare all'ombra del piccolo
boschetto dove inizia la discesa che ci conduce al bivio
con via Circonvallazione all'immediata periferia di Asso.
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Con molta cautela deviamo a sinistra e andiamo a
percorrere l'ampio curvone per raggiungere il bivio
d'ingresso sulla SP46 . Girando a sinistra andiamo a seguirne poco più di 150
m e arrivati a fianco dello spiazzo sterrato, a destra,
giriamo per entrare, nuovamente in off-road, nella valle
del fiume Foce
dove poco dopo andiamo ad attraversare il corso d'acqua
chi sul ponticello in cemento a sinistra chi invece
preferisce guadarlo direttamente. Raggiunta la riva
opposta la sterrata prosegue all'interno del bosco e
accanto al corso del fiume fino a raggiungere il bivio
davanti a Casa Scout. Girando a destra, con molta attenzione per via del
brecciolino presente sull'asfalto, ci portiamo su via
Cranno ed iniziamo un bel tratto in discesa su questa
bella e stretta stradina che ci conduce al bivio con
la SP41 . Con la curva a sinistra, impossibile da percorrere
perchè a ridosso della curva della provinciale, deviamo
per qualche metro a destra e all'altezza
dell'autorimessa con maggior visibilità possiamo girare
a sinistra per riprenderla in senso opposto. Poco dopo
raggiungiamo l'innesto, a destra, sul Punt de la Fola
ed attraversato il fiume Lambro
ci portiamo al bivio con via L. Oltolina dove deviamo a
sinistra. Raggiunto il bivio successivo ci manteniamo a
destra e in rettilineo arriviamo l'incrocio dove alla
nostra destra troviamo la Chiesa di Santa Maria in Angeretta (1570). Attraversiamo via al Lambro per portarci, dopo
un'ampia curva a sinistra, a ridosso dell'ingresso del
Ponte Ciclo Pedonale (Ponte di Brooklyn) che va ad attraversare nuovamente il fiume prima di
arrivare al bivio con via Rosmini.
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Curva a destra per passare accanto all'ingresso della
stazione ferroviaria e alla traversa di via Terra
Rossa giriamo a sinistra per poi raggiungere il bivio
con la SP40 . Deviamo a sinistra per portarci alla rotonda e
girando a destra percorriamo pochissimi metri
della SP41 per girare a destra alla prima traversa di via
Magni. Si prosegue sempre su stradine secondarie e sul
prolungamento di via Arcellazzi andiamo a percorrerne
il rettilineo fino all'arrivo al bivio di via Roma. La
deviazione a sinistra ci porta ad attraversare il
passaggio a livello e una rotonda prima di arrivare in
piazza Garibaldi dove ci infiliamo su via
Risorgimento. Entrati nel centro storico di Canzo
raggiungiamo un bivio dove con una curva a destra
proseguiamo sul vicolo di via Mornerino fino alla
traversa dell'altro vicolo di via San Francesco. Il
breve rettilineo ci fa sbucare sulla piazza davanti
alla Chiesa dei SS. Miro e Francesco (1300). Dopo una breve sosta per riempire la borraccia e
bere dei bei sorsi della fresca acqua che scende dalla
fontanella si riparte a destra infilandoci in via
Caravaggio e rimendo sempre su questa bella e
secondaria stradina arriviamo al bivio con
la SP41 . Girando a sinistra andiamo a superare una rotonda e
proseguiamo sempre in rettilineo fino a quando
troviamo l'innesto, a sinistra, della stradina di via
Segrino. Giriamo e ci portiamo sul tratto
ciclo-pedonale che poco dopo affianca le sponde del Lago del Segrino
e percorrendo oltre 1500 m arriviamo alla rotonda
sulla SP42 . La curva a destra è l'ultima della giornata e
proseguendo, sugli ultimi 600 m della provinciale,
ritorniamo al parcheggio da dove siamo partiti questa
mattina e dove termina la nostra nuova e bella
avventura in Vallassina.
Pier
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