Menaggio - Porlezza in MTB
Un grazie a Tommaso per il bellissimo video
|
03/09/2023
|
Menaggio - Porlezza in MTB
|
|||||
|
Distanza KM
|
Dislivello
|
Tempo
|
Meteo
|
|||
|
31,3
|
Salita
|
Discesa
|
Trascorso
|
In Movimento
|
🌞
|
|
|
966
|
967
|
6:07
|
3:00
|
|||
|
Tracciato adatto a:
|
|||||
|
✅
|
Mountain bike
|
✅
|
@-Mtb
|
✅
|
Gravel
|
|
Itinerario che fa parte di un gruppo di tracciati
|
||
|
Note
|
Clicca sul pulsante per aprire la pagina che si riferisce al
gruppo:
(la scelta viene attivata solamente se l'itinerario fa parte
di un'aggregazione di tracciati)
|
|
|
Gruppo
|
|
|
|
|
||
|
N.
|
Descrizione |
|
|
01
|
Menaggio (CO); dal km 0,3 salita asfalto su Ex ferrovia Menaggio Porlezza in direzione località Cardano 4700m pendenza max 17,2%.
|
|
|
02
|
Bene Lario (CO); dal km 7 strappo asfalto in attraversamento periferia del borgo 850m pendenza 17,7%.
|
|
|
03
|
Carlazzo (CO); dal km 8 salita asfalto/sterrato su Sentiero 872 2200m pendenza max 26,4%.
|
|
|
04
|
Carlazzo (CO); dal km 10 discesa sterrato su Sentiero 871A in direzione Porlezza 1900m pendenza max -36,4%.
|
|
|
05
|
Porlezza (CO); dal km 16 salita asfalto da centro cittadino a periferia Carlazzo 1700m pendenza max 7,3%.
|
|
|
06
|
Grandola e Uniti (CO); dal km 17,5 salita asfalto da località San Pietro in Sovera a località Naggio 5500m pendenza max 28,5%.
|
|
|
07
|
|
|
|
08
|
|
|
|
09
|
|
|
|
10
|
|
|
|
11
|
|
|
|
12
|
|
|
|
13
|
|
|
|
14
|
|
|
|
15
|
|
|
|
16
|
|
|
|
17
|
|
|
|
18
|
|
|
|
19
|
|
|
|
20
|
|
|
|
|
Tracciato percorribile in sella al:
|
|
|
Traccia GPS (clicca su uno dei pulsanti per aprire la
pagina del portale)
|
|||
|
Garmin
|
Google Maps
|
Outdooractive
|
Wikiloc
|
Chi aderisce alle escursioni dichiara di essere cosciente dell'impegno
fisico e dei rischi che l'attività comporta e solleva da ogni
responsabilità l'organizzatore.
|
Note
|
|||
|
|
|
||
|
Domenica interamente dedicata alla MTB con quest'escursione
che parte ed arriva a Menaggio in compagnia di Morena, Patrizio, Walter, Tommaso, Max e
Lillo. Viaggio nella media lunghezza in cui utilizziamo il
treno per raggiungere la prima meta Varenna. Quando però si è in compagnia anche il tempo di
trasferimento sembra volare ed è così che quasi senza
accorgerci arriviamo in stazione per trasferirci subito al
molo di attracco. Tanta gente, ma non c'è ressa, per cui con
le nostre @-mtb saliamo subito sul primo traghetto in partenza
e 15 minuti dopo siamo sulla sponda opposta del Lago di Como. Tracciato che segue, per una prima parte, il sentiero
della Vecchia Ferrovia Menaggio-Porlezza ed inizia quindi la salita, 3 km con punte di pendenza
al 26%, sulla stradina asfalto/sterrata che risale le prime
pendici del Monte Galbiga fino alla Baita Mont del Lulin. Per arrivarci però dobbiamo prima passare per gli alvei di
torrenti che con le piogge hanno portato, a quest'altezza,
talmente tanti detriti che hanno alzato le sponde del guado e
quindi un pò di portage c'è. Inizia, poi, la ripida discesa su
sassi smossi dove le gomme hanno davvero poco grip e anche
tirando al massimo i freni non si riesce a fermarsi Però non è
finita qui perchè per il ritorno si risale nuovamente, ma
questa volta su stradine tutte asfaltate dove abbiamo
incrociato solamente pochissimi veicoli che possiamo contare
sulle dita di una sola mano. Per tutte le altre informazioni
consiglio di leggere il road-book. Sono passati alcuni anni quando arrivavo qui, sempre in
compagnia, per percorrere queste stradine/sterrate che fanno
parte del contesto della Val Menaggio. Quella di oggi però, rispetto alle precedenti, è molto più
impegnativa e solo la salita sulle pendici del Galbiga la dice lunga su quanto ci sia da spingere sui pedali
nonostante l'aiuto delle @-mtb. Quasi 1000 m di dislivello che
alla fine si sentono tutti ma che diventano poi un bel ricordo
per i tanti bellissimi paesaggi che abbiamo potuto vedere e
che cambiano ad ogni curva. Paesini con strette stradine dove
i passaggi sono solamente consentiti a piedi o in sella ad una
bicicletta ti fanno riassaporare quel gusto di andare alla
ricerca, sempre, di qualcosa di diverso. Ecco, quello di oggi,
è un'itinerario talmente tanto vario che non si può
dimenticare perchè si passa dalla vera essenza di andare in
MTB allo scoprire palazzi e borghi che non ti aspetteresti mai
di trovare e che rievocano tanta e tanta storia del
passato.
|
|||
|
Descrizione itinerario
|
||
|
|
|
|
|
Sono le 9:30 quando arriviamo a Varenna, prima tappa del nostro tour odierno, con il treno.
Spostandoci subito verso il molo di attracco saliamo sul
primo traghetto in partenza e 15 min dopo arriviamo
a Menaggio da dove parte l'avventura. Uscendo dal piazzale ci
portiamo al bivio con via IV Novembre e svoltiamo a sinistra
per percorrerne circa 300 m. Deviamo quindi a destra e sul
primo tornante ed iniziamo a seguire la stradina che con
buona pendenza arriva al tornante successivo e va quindi ad
attraversare una zona residenziale. Falsopiano per arrivare
ad incrociare via L. Cadorna e tenendoci a sinistra iniziamo
una breve discesa che termina, con l'innesto a destra sul
sentiero della Vecchia Ferrovia Menaggio-Porlezza. Stradina asfaltata che va a superare anche una galleria
(illuminata) prima di arrivare al bivio di via Garibaldi
all'immediata periferia del bellissimo borgo di Cardano. Mantenendoci a destra proseguiamo sulla stradina
asfaltata e e raggiunto l'ingresso del parcheggio giriamo a
destra per immetterci sulla stretta stradina a gradini, in
salita, che si può tranquillamente percorrere in sella e che
ci conduce all'interno delle strette vie del piccolo
paesino. Passiamo accanto a Villa Bagatti-Valsecchi e percorrendo poi a sinistra piazza Manzoni passiamo
accanto alla Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (1744).
|
||
|
|
|
|
|
Superato anche il Camposanto ci portiamo all'incrocio di
via Roma e attraversandola percorriamo un rettilineo che
raggiunge il bivio della piccola frazione Gonte. Tenendoci a sinistra iniziamo la discesa per arrivare
all'incrocio con la SS340 e proseguendo diritto ci riportiamo sul tracciato
dell'Ex Ferrovia. In parte, su zona protetta, andiamo a
percorrere questi 1000 m in leggerissima discesa e ci
portiamo all'incrocio con via Cascina all'immediata
periferia di Bene Lario. Inizia poco dopo una leggera salita che procede
sulla SP9 Strada Provinciale del Binadone che ci fa passare accanto alla
bella Chiesa dei SS. Vito e Modesto (Sec. XVI). Subito dopo giriamo a sinistra e procediamo ancora in
salita su questa strada che all'inizio è asfaltata e con
pendenze intorno al 18% percorriamo i primi 200 m poi si
spiana un poco per riprendere a salire ancora per circa 180
m arrivando alla pendenza max del 16% fino a raggiungere la
curva a destra. Un breve tratto in contropendenza ci
consente di arrivare al bivio e dove a sinistra imbocchiamo
via ai Monti. Con un breve tratto, semi pianeggiante,
arriviamo circa 250 m dopo all'inizio della bella salita che
per circa 400 m rimane sempre su asfalto. Passiamo poi,
verso il km 8 al fondo sterrato ed entrando all'interno del
bosco la strada inizia a salire in modo più deciso.
Procediamo con pendenze al 15% su un buon fondo per iniziare
a superare i guadi dove il passaggio, per forza di cose,
deve essere fatto a spinta.
|
||
|
|
|
|
|
Dopo questo primo ostacolo il fondo della strada cambia e da
sterrato diventa sassoso con i tanti sassi che adesso
muovendosi non ci danno molto grip ed anzi dobbiamo spingere
ancor di più sui pedali per avanzare con continue le sbandate
della gomma posteriore. Superato il secondo guado,
sempre spingendo, si risale in sella e per un breve tratto la
strada sale ancora ma in modo meno deciso. Ma tutto questo
dura poco perchè all'altezza del bivio, della cementata che a
sinistra risale il Monte Galbiga la pendenza si alza in modo notevole e non è più
possibile rimanere in sella. Si percorre il tratto abbastanza
difficoltoso, con spinta del mezzo ma fortunatamente,
nonostante la pendenza, la breve lunghezza ci fa fare un bel
pò di fatica ma in poco tempo raggiungiamo il tratto
pianeggiante dopo la curva. Un paio di controlli, sul GPS per
verificare la fattibilità del proseguo ed eccoci, dopo esserci
dissetati, nuovamente pronti per proseguire quest'avventura
che non si pensava minimamente, sin qui, impegnativa. Arrivati
al nuovo guado scendiamo nuovamente di sella per portarci
sulla sterrata che parte dalla parte opposta e raggiunto il
tratto erboso, del sentiero, appena sotto alla Baita Mont del Lulin, inizia adesso, al bivio, la discesa. Primi 200 m con una
pendenza abbastanza fattibile, in sella, che arriva a toccare
il -18% fino al tornante e su un fondo abbastanza buono.
|
||
|
|
|
|
|
Dopo il tornante le cose cambiano e per i seguenti 500 m che
arrivano al tornante successivo la pendenza adesso è al -28,5%
e nonostante ce la stiamo mettendo tutta per rimanere i sella
i continui sbandamenti della gomma posteriore e con i freni
tirati al massimo il mezzo non accenna a fermarsi. Decido
quindi di proseguire a spinta e anche camminando a fianco
della @-mtb è difficile rimanere in piedi per il continuo
spostamento di quanto abbiamo al di sotto delle scarpe. Piano
piano raggiungo il tornante e mi rimetto in sella per
proseguire nella discesa e percorro i 300 m successivi con la
massima concentrazione per evitare qualche grosso sasso e
parti che sembrano troppo tecniche. Sono quasi deciso a
rimanere in sella fino al termine della discesa ma poco dopo
sento la mtb che inizia a scappare e cerco in tutti i modi di
fermarla ma qui la pendenza supera il -37% e perciò con le
buone o con le cattive devo per forza fermarmi e scendere di
nuovo di sella. Per fortuna il tratto non è lungo e poco dopo
trovo gli amici fermi e Walter seduto per terra con un
fazzoletto sull'occhio. E' purtroppo caduto e il caso ha
voluto che la botta non sia di grossa importanza ma dobbiamo,
per forza di cose, rimanere fermi per farlo riprendere dallo
shock. Il fisicaccio che si ritrova non ci mette molto ma
prima di ripartire bisogna controllare anche il mezzo che ha
subito anche lui una bella botta.
|
||
|
|
|
|
|
Accessori alla mano si raddrizza il manubrio e si controlla
che il cambio non sia particolarmente a rischio e rimessici in
sella si prosegue nel rimanente tratto in discesa che arriva
alla prima periferia di Porlezza. Raggiungiamo Porto Letizia ma purtroppo una gara di
Triathlon non ci consente di arrivare alla riva del lago e
accontentandoci di una vista breve ripartiamo in direzione del
centro cittadino. Andiamo ad attraversare la SS340 e ci portiamo su via Pralivrana e percorrendola
fino all'incrocio deviamo a destra su via C. Vanetti.
Raggiungiamo il proseguimento di via Porlezza e poco dopo
entriamo all'interno del centro storico della
località Tavordo. Ci attende adesso un lungo rettilineo su questa stradina
secondaria che arriva sul prolungamento di via F.
Frabscha prima arrivare al bivio con via Venini. Ci
teniamo a sinistra per andare in direzione del bivio e girando
a destra attraversiamo il vecchio ponte, in pietra, che supera
il torrente Cuccio. Entriamo nella piccola località di San Pietro Sovera e percorrendo via Menaggio passiamo accanto
alla Chiesa dei SS. Pietro e Paolo (Sec. XV) deviando a sinistra sulla bella stradina in salita di via
per San Pietro. Ben presto lasciamo le case e iniziamo ad
affrontare una buona pendenza su una stretta stradina che
corre accanto ad un parapetto in metallo da dove man mano che
saliamo si scorge l'abitato di Carlazzo appena sotto di noi.
|
||
|
|
|
|
|
La bella vista della piana, alla nostra destra, ci conforta
nella salita e guardando il bellissimo paesaggio che raggiunge
il bellissimo specchio d'acqua del Lago di Piano arriviamo, dopo aver percorso circa 900 m con pendenze
al max 15%, ad un bivio. Mantenendoci a sinistra proseguiamo
ancora in salita in direzione della parte alta del paese.
Entriamo nella stretta stradina, pavimentata, passando per il
centro storico e ci fermiamo per dissetarci in piazza San
Giacomo accanto alla Chiesa dei SS. Giacomo e Felice (Sec. XIII). Ripartiamo seguendo la stretta viuzza di via Gnallo e
raggiungiamo il primo bivio sulla SP10 e girando a destra arriviamo subito al successivo dove
prendiamo a sinistra la SP8 . Sempre in salita, ma con pendenze meno importanti che
raggiungono max l'11%, percorriamo questi 1000 m che ci fanno
attraversare la frazione Gottro su una strada provinciale dove di auto non ne abbiamo,
fin qui, contate. Sempre in leggerissima salita andiamo a
superare anche le vecchie case della piccola
frazione Bilate prima di arrivare al tratto di strada che passa proprio
a ridosso del fianco della montagna. Superata una piccola
Cappelletta, alla nostra sinistra, lasciamo il territorio
comunale di Carlazzo ed entriamo in quello di Grandola ed Uniti con la sede stradale che sembra adesso stringersi
mantenendo però, sempre, la stessa pendenza.
|
||
|
|
|
|
|
Raggiungiamo Naggio ed iniziamo a risalire ancora con pendenze
leggermente più importanti per entrare poi in leggera
discesa tra le case e la Chiesa di Sant'Antonio Abate (Sec. XV) che superiamo passando su un fondo acciottolato che
raggiunge poi un bivio. Mantenendoci a sinistra iniziamo
la discesa a tornanti sulla provinciale fino a raggiungere
l'entrata del ristorante. Proseguiamo a sinistra sul
rettilineo e raggiunto il tornante lasciamo la strada
asfaltata per deviare a sinistra sul tratto
della Vecchia Mulattiera che in discesa su gradini (percorribili in sella) raggiunge e supera l'altro piccolo borgo di Velzo. Davanti alla bella Chiesa dei SS. Siro e Margherita (Sec. XIII) giriamo a sinistra e procediamo sempre su asfalto su
questo tratto alberato che in breve tempo ci fa entrare
a Codogna superando piazza Camozzi e il Monumento ai Caduti.
Ancora un tornante per ritornare a Cardano e proseguendo sullo stesso tracciato, percorso in
mattinata raggiungiamo nuovamente
Menaggio e il
piazzale d'imbarco.
Pier
|
||
Powered by Wikiloc
Commenti
Posta un commento