In MTB tra due Parchi - Adda-Val Curone
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| Bel passaggio all'interno del territorio del Parco Adda Nord |
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05/05/2024
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In MTB tra due Parchi - Adda-Val Curone
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Distanza km
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Metri elevazione
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Tempo
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Meteo
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Salita
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Discesa
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Trascorso
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In movimento
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⛅
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32
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625
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630
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3:08
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2:23
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Statistiche
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Velocità
in km/h
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Media
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Massima
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In Salita
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In discesa
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In pianura
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10,2
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38
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8,8
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10,2
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11,6
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Salita km
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Discesa km
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Pianura km
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9,1
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9,9
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13,1
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Tracciato adatto a:
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Mountain bike
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@-Mtb
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Gravel
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Traccia GPS (clicca su uno dei pulsanti per aprire la
pagina del portale)
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Garmin
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Google Maps
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Outdooractive
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Wikiloc
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Itinerario che fa parte di un gruppo di tracciati
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Note
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Clicca sul pulsante per aprire la pagina che si riferisce al
gruppo: (la scelta viene attivata solamente se l'itinerario fa
parte di un'aggregazione di tracciati)
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Gruppo
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Chi aderisce alle escursioni dichiara di essere cosciente dell'impegno
fisico e dei rischi che l'attività comporta e solleva da ogni
responsabilità l'organizzatore.
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Note
(i pulsanti vengono attivati solo in presenza di link)
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Gruppone anche oggi composto da 18 biker per questo nuovo
itinerario che gira tra le belle sterrate oltre
Merate e
Sartirana per poi raggiunge
quelle del
Parco di Montevecchia e Val Curone. Siamo davvero in tanti e la fila, sia sulle strade asfaltate
che su quelle sterrate, è lunga ed è bellissimo, da dietro,
vedere il serpentone che cambia traiettoria ad ogni curva.
Tracciato bello con continui saliscendi sia sui sentieri sia
passando tra i bellissimi centri storici delle località che si
trovano sul percorso e dove, vedendo un gruppo così numeroso,
qualcuno si ferma per vederci passare e a farci pure qualche
complimento 👍. Meteo all'inizio leggermente fresco ma che col
passare delle ore si è poi stabilizzato intorno ai 20° e terreni
misti in cui c'era una parte umida mentre in altri tratti
fangosi
però tutto questo fa parte del mondo MTB. Devo dire che sono
rimasto piacevolmente soddisfatto dell'itinerario anche se punti
un pò tecnici ce ne sono.
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N.
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Descrizione
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1
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Imbersago (LC); primo tratto in salita, su asfalto, in via
Parrocchiale che prosegue poi sul tornante in direzione della Chiesa dei SS. Marcellino e Pietro e del Tombone
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2
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Imbersago (LC);
Edicola di San Marcellino
inizia la sterrata che porta all'interno del bosco e la prima
parte del sentiero arriva a pendenze del 16% nei primi 600
m.
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3
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Il bel rettilineo che da Beolco
arriva all'inizio delle frazione Spiazzo
ha una pendenza costante nei 250 m del 20%.
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4
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La Valletta Brianza (LC); Risalita dalla frazione di Fornace Inferiore a Cascina Valfredda 700 m al 16%.
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5
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Montevecchia (LC); Ultimo tratto fino all'arrivo al bivio
di Montevecchia Alta davanti alla Chiesa di San Giovanni Battista Martire 400 m al 18%.
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6
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Montevecchia (LC); Strappo la Salita
al Casarigo con una breve lunghezza di 200 m ma con pendenza al
17,5%.
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7
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8
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9
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10
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11
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12
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13
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14
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15
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16
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17
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18
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19
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20
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Tracciato percorribile in sella al:
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100%
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Descrizione itinerario
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Lasciamo il parcheggio della
Stazione di Merate-Cernusco Lombardone
con qualche minuto di ritardo e imboccando il sottopasso
ciclo-pedonale risaliamo su via L. Maggioni e tenendoci
a destra andiamo alla rotonda dove alla seconda uscita
imbocchiamo via Vittorio Emanuele II. Strada che inizia
in salita e prosegue con pendenze al 5% fino all'arrivo
alla rotonda della SP54 dove giriamo a destra. Percorrendone all'incirca
250 m arriviamo al grande incrocio ed al semaforo ed
andiamo ad attraversare la SP342 portandoci sul breve rettilineo di via G. Verdi
in cui ci teniamo a destra per procedere sul tratto
ciclo-pedonale. Poco dopo deviamo a sinistra e
imboccando il rettilineo di via Pensiero raggiungiamo
l'incrocio e attraversando via V. Sala ci portiamo su
via S. Ferrario. Percorrendola tutta arriviamo ad
un'altro incrocio e attraversato via G. Donizetti
imbocchiamo la stradina di via Santa Maria di Loreto che
poco dopo raggiunge il bivio con viale G. Verdi entrando
all'interno di
Merate. Il
rettilineo che seguiamo, girando a destra, ci conduce ad
una grande rotonda dove proseguendo diritto rimaniamo
sempre sulla strada principale fino a quando
raggiungiamo la rotonda seguente. Girando a sinistra,
alla terza uscita, ci portiamo sul rettilineo di via
Trieste e poco dopo al bivio ci teniamo a destra per
entrare all'interno del centro storico della cittadina.
Giunti al bivio su piazza della Vittoria ci teniamo a
destra e proseguiamo sul pavé di via Roma arrivando alla
piccola piazzetta davanti all'ingresso di
Villa Belgioioso
(Sec. XVIII,
esempio sontuoso di ville nobiliari nella Brianza.
Costruita dai marchesi Villani Novati nel Seicento, fu
rimaneggiata nella seconda metà del Settecento dai
Belgiojoso. Questa villa ospitò persino Gioacchino
Rossini).
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Proseguendo diritto ci portiamo su via Sant'Ambrogio e
andiamo a superare anche la Struttura del Vecchio Ospedale (1845 aprì a Merate
il primo ospedale pubblico, nato dalla volontà
testamentaria del benefattore Giovanni Battista Cerri che
mise a disposizione la propria dimora per la cura degli
ammalati del paese). Poco più avanti troviamo alla nostra destra il
piazzale antistante la Chiesa di Sant'Ambrogio (Sec. XIII) che superiamo per deviare a sinistra sulla stretta
stradina di via A. Baslini che prosegue accanto al muro
perimetrale del Parco di Villa Belgioioso e raggiunge, a
curve, l'incrocio a fianco del rudere della Basilica della Santissima Immacolata (1906) e del Camposanto. Attraversata via E. Bianchi ci
portiamo sulla sterrata Strada
del Subaglio che parte il leggera salita e mantenendoci a
sinistra andiamo a superare le prime transenne. A sinistra
troviamo la recinzione del Parco di Villa Subaglio (1671) e procediamo fino ad incrociare via Cap. Prinetti
Castelletti. Si prosegue diritto con la sterrata che
adesso inizia una discesa e raggiunge poco più avanti un
bivio. Giriamo a sinistra e proseguiamo in off-road fino a
trovare a destra l'innesto di un'altra sterrata che parte
su un lungo rettilineo che attraversa i campi. Seguendola
procediamo nel mezzo della campagna con vista incredibile
sul lontano monte Resegone. Con una deviazione a destra e poi a sinistra ci
portiamo al bivio con via Don P. Consonni e arriviamo alla
prima periferia di Sartirana. Girando a destra e poi subito a sinistra ci infiliamo
nell'altra bellissima stradina di via della Scansigole che
in leggera salita ci porta fino all'ingresso del sentiero
che procede con l'attraversamento del grande pratone in
cui aggiriamo la zona umida nei pressi del Laghetto di San Rocco.
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Ritorniamo in leggera discesa su via Don P. Consonni e
deviando a sinistra raggiungiamo la traversa di via San
Rocco, proprio accanto al laghetto, e girando ne percorriamo
solamente 100 m per immetterci, poi, a destra sulla sterrata
che aggira dalla parte retrostante la struttura dell'Osservatorio Astronomico (1920). Al primo bivio ci teniamo a sinistra procedendo sempre
in off-road ed all'interno del bosco fino a quando non
arriviamo nel tratto che attraversa i campi e giunge
all'incrocio delle sterrate e all'Edicola Votiva di San Rocco e San Carlo Borromeo. Proseguiamo diritto ancora sulla sterrata Strada
di Barbiano e quando per un attimo troviamo l'asfalto
sulla Strada
di Robbiate deviamo a sinistra per andare ad inserirci nel bosco.
Ne percorriamo il semi-rettilineo e raggiunto il bivio ci
teniamo a sinistra andando ad attraversare i grandi pratoni.
Rimanendo sempre sulla sterrata principale, senza
deviazioni, arriviamo su un sentiero molto più stretto
all'esterno di un'altro boschetto ed entrandovi ci teniamo
poi a destra per procedere sul tecnico passaggio che in
discesa e su gradini naturali scende verso la sponda del torrente Garavesa. Lo si attraversa sul piccolo e stretto ponticello per
arrivare sull'ampia sterrata che parte a destra in discesa.
La percorriamo tutta e raggiunto il tratto asfaltato di via
Ruschetta siamo alla prima periferia di Imbersago. Al bivio di via Contessa L. Castelbarco giriamo a
sinistra e ne andiamo a percorrere poco meno di 100 m per
girare poi a sinistra alla traversa di via Cavour. Strada
che inizia subito in salita dove poco più avanti superiamo
le colonnine dei dissuasori stradali per procedere sempre
con la stessa pendenza fino all'arrivo all'incrocio con via
Schuster.
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Curva a sinistra e inizio di un'altro tratto in salita però
di breve lunghezza, 150 m, per raggiungere l'ingresso della
bella e stretta stradina di via Pisciola che parte in salita
alla nostra sinistra. Raggiunte le case siamo per forza
costretti a girare a destra e proseguendo in falsopiano ci
portiamo ad un bivio dove tenendoci a sinistra imbocchiamo via
dei Ronchi. Pendenza che non supera l'11% fino all'arrivo
dell'innesto, a destra, della sterrata che parte in leggera
salita e che va ad aggirare questo quartiere residenziale fino
all'arrivo al bivio di via G. Marconi. Girando ancora a destra
ci portiamo, in discesa al bivio di via Parrocchiale e con la
curva a sinistra iniziamo una nuova salita affiancando, nel
primo tratto, il campo di calcio e successivamente la
struttura del Centro Parrocchiale Paolo VI per proseguire poi
verso la traversa di via San Marcellino con pendenze intorno
al 10%. La breve rampa che percorriamo a destra passa nel mezzo tra
la
Chiesa dei SS. Marcellino e Pietro
(1608) e la
Cappella del Tombone
(cappella che conserva le ossa delle vittime della peste) dove giriamo a sinistra per portarci sul breve tratto
pianeggiante di via Lamperti. Arrivati a fianco dell'Edicola Votiva di San Marcellino Martire
(Sec. XVII) con una curva a destra imbocchiamo l'inizio del bellissimo
sentiero che entra all'interno del bosco. Gli iniziali 300 m
hanno un'impatto abbastanza duro con pendenze al 16% poi si
abbassano e troviamo anche tratti in leggera discesa che
determinano poi l'arrivo al bivio sull'asfaltata via Madonna
del Bosco all'immediata periferia di
Cassina Frà Martino.
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Percorrendone alcune curve arriviamo all'angolo di Casa Colombo (Sec. XIV Architettura
fortificata o Casaforte) dove deviamo a destra per procedere sul breve tratto di
via A. Stoppani e sul proseguimento di via Solferino. Poco
dopo arriviamo a Villa Grugana (Una casa del
P.I.M.E
Pontificio Istituto Missioni Estere) e sul vialetto che porta direttamente all'ingresso della
struttura deviamo a sinistra per procedere sul sentiero che
aggira a sinistra la Villa e poco più avanti entriamo
all'interno del bosco. Una bella serie di curve sullo
stretto sentiero ci conducono ad un primo strappetto che
superiamo tranquillamente e quando sei ormai rilassato ecco
che arriva il successivo dove le pendenze raggiungono il 10%
e su un fondo sconnesso tra radici e qualche sasso se non si
è pronti con il cambio si rischia di mettere il piede a
terra. Qualche decina di metri dopo, usciti dall'ombra degli
alberi, arriviamo sulla bella sterrata che supera la
località Roncaccio
e ci portiamo ad un bivio dove imbocchiamo la Strada
Consortile per la Grugana . Ritornando all'interno del bosco si va ad affrontare un
tratto abbastanza semplice poi, dopo la curva a sinistra il
sentiero diventa difficoltoso, nel rimanere in sella, per
via dei grossi sassi smossi e con parti della vecchia
cementata che l'acqua ha spostato durante lo scorrere
impetuoso a causa delle condizioni climatiche che,
ahinoi...., sono davvero cambiate. Una cinquantina di metri
in tutto dura tutto questo ma poi si riprende per arrivare
con più tranquillità sulla parte sterrata della stradina di
via Principe P.G. Falcò che con un bel rettilineo arriva al
bivio dell'asfaltata. Girando a destra andiamo a percorrerne
il rettilineo ed al bivio con via C. Colombo giriamo a
destra per proseguire su asfalto fino a raggiungere la
struttura di Cascina Ventola
con la strada leggermente in salita.
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Giriamo a sinistra sfruttando l'apertura del sottoportico e
attraversato il cortile ritroviamo una bella stradina nel
primo tratto sterrata che prosegue poi su asfalto per
arrivare al bivio. Con cautela giriamo a sinistra e
proseguiamo in discesa sulle curve di via Ghislanzoni
entrando nel territorio comunale di Calco. Raggiunto l'incrocio con via Italia giriamo a sinistra
per andare a seguirne il rettilineo e raggiungere, dopo
l'ampia curva a destra, la rotonda sulla SP342 che attraversiamo per immetterci sull'altro
rettilineo di via San Vigilio. Percorriamo gli 800 m che ci
separano dalla rotonda successiva e alla terza uscita ci
portiamo su via Indipendenza ed affrontiamo la breve salita
che sul cavalcavia va a superare la linea ferroviaria prima
di arrivare al bivio con via Papa Giovanni XXIII° nel
territorio comunale di Olgiate Molgora. Alla prima traversa a destra giriamo a destra per
percorrere via degli Alpini e raggiunto l'incrocio deviamo a
sinistra sul rettilineo di via A. Moro che raggiunge una
rotonda. Curva a destra per immetterci sui 50 m che ci
separano dalla traversa, a sinistra, di via Stalli dove
giriamo. Entrati all'interno del territorio del Parco di Montevecchia e Val Curone
al primo bivio deviamo a sinistra e percorriamo la stradina
di via Mulino Beolco dove troviamo il guado del torrente Molgora. Chi lo attraversa in sella e chi invece, come me,
preferisce passare sull'attiguo ponticello, a destra, per
procedere poi sul rimanente tratto della stradina che
raggiunge il bivio. Con una curva a destra entriamo sul
rettilineo, in leggera salita, che passa nel mezzo delle
poche case della piccola frazione Beolco ed a fianco dell'Oratorio dei SS. Pietro e Paolo. (Sec. X).
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La discesa che ne segue, dopo la curva, raggiunge un bivio
dove a destra giriamo per iniziare subito la salita sul
rettifilo di via Brughiera. Pendenza al 20% che rimane
sempre tale nei quasi 300 m di lunghezza fino a quando non
arriviamo alla curva imboccando un brevissimo tratto di
strada pianeggiante. Siamo arrivati alla prima periferia di Spiazzo
e curvando a sinistra iniziamo a seguire il bel tratto
sterrato e poi tratturo che sempre in leggera discesa ci
conduce alla radura. Superato il fango, vicino alla curva,
ci si addentra nuovamente tra gli alberi e su un fondo a
tratti anche scivoloso seguiamo il Sentiero 8
Lomaniga-Beolco che ci conduce nella parte bassa della valletta.
Procedendo non senza difficoltà ci portiamo sulla parte più
stretta del sentiero e scodando, anche un poco, prendiamo
poi il breve strappo che ci riporta a fianco del pratone. La
curva obbligatoria a sinistra ci immette sul tratturo che in
rettilineo arriva a fianco di Cascina Bagaggera
dove sull'asfaltata giriamo a destra. Percorrendone poco
meno di 350 m ci portiamo alla traversa sterrata che, a
sinistra, oltrepassa sul ponte il corso del torrente Curone
ed inizia subito dopo la salita in direzione di Cascina Valfredda. Pendenza all'11% fino all'arrivo a fianco del bel
complesso di case e superato, a sinistra, il tratto
acciottolato ci portiamo su un leggero falsopiano a fianco
di Cascina Gaidana. Inizia poi la seconda parte delle salita in cui, per i
successivi 250 m, la pendenza sale al 16% con il fondo
stradale che adesso diventa cementato. Una serie di
saliscendi ci aiutano un poco prima di arrivare all'ultima
parte dove la pendenza sale ancora al 18% e rimane così fino
all'arrivo al bivio di via Belsedere.
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Girando a destra percorriamo un tratto di via Donzelli che
sempre in salita raggiunge il bivio. Proseguendo, ancora a
destra, iniziamo lo strappo sul rettilineo che nei 100 m di
lunghezza arriva al 18%. Giunti al bivio con la SP68 , davanti alla Chiesa di San Giovanni Battista Martire (1925), girando a sinistra, iniziamo la bella discesa con
le ampie curve che ti fanno divertire e che in poco tempo ti
fanno prendere una velocità forse eccessiva. Non forzare su
questo tratto prendendo troppa velocità perchè la lunghezza
da percorrere è di soli 650 m e la curva che poi dovrete
affrontare alla traversa di via del Palazzetto tende a
portarvi verso l'esterno. Seguiamo quest'ampia strada con
vista, a destra, dei terrazzamenti e delle belle case che
fanno parte del centro storico di Montevecchia
e percorrendo la parte dopo la curva ci portiamo sulla
strettoia che raggiunge Piazzetta Madremolo. La secca curva a destra ci conduce sull'asfaltata
stradina Salita al Casarigo dove ci dobbiamo sforzare per
passare quest'altro breve strappetto che raggiunge una
pendenza del 17% in appena 200 m. Quando la strada diventa
sterrata il tutto termina e iniziamo la parte semi
pianeggiante che va a superare la il complesso della Tenuta
prima di iniziare la discesa su un tratto di strada che
inizia subito cementata. La stradina prosegue poi con meno
pendenza ed attraversa un bel vigneto ed alcuni prati prima
di arrivare tra le belle case del borgo di Ostizza
passando accanto anche alla Chiesetta di San Giuseppe (Sec. XVII). Entriamo dal sottoportico laterale, all'interno del
cortile, e deviando a sinistra usciamo sul tratturo,
superando anche il cancello, portandoci sul lungo
rettilineo, in discesa, dove raggiungiamo l'incrocio con
la SP54 .
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Attraversando la provinciale ci portiamo sulla bella ed
ampia strada asfaltata di via Kennedy e dopo le prime curve
andiamo a percorrere 500 m sul lungo rettilineo che ci
troviamo davanti. Deviamo a destra quando troviamo la
traversa della stradina di via Brughiera e girando iniziamo
un'altro strappetto che raggiunge il complesso di Cascina Brughiera. Anche qui attraversiamo un sottoportico e uscendo dalla
parte opposta giriamo subito a sinistra per iniziare la
bella discesa sul rettilineo sterrato che raggiunge la parte
bassa della valletta. Inizia poi lo strappetto che arriva
sull'asfaltata via San Francesco da dove sempre in leggera
salita guadagniamo la prima periferia di Maresso. Si prosegue, dopo la curva a sinistra, su via Madonnina
che con un saliscendi raggiunge un bivio dove a sinistra
imbocchiamo via Monte Grappa. La stradina sterrata ci fa
arrivare con il breve rettilineo tra le strette viuzze del
centro storico ed al bivio con via Don Biffi giriamo a
sinistra per portarci in direzione di Cascina Maressoletto. Ne attraversiamo il cortile per uscire poi sul tratturo
che in discesa va ad attraversare i campi ed arriva
sull'asfaltata via Don C. Gnocchi. Svolta a destra per
percorrerne il brevissimo tratto che raggiunge il bivio dove
curvando a sinistra ci portiamo su via San Carlo Borromeo
che seguiamo fino all'arrivo nel cortile di Cascina Serena, nella parte semi-abbandonata. Mantenendoci a sinistra ne
attraversiamo l'aia e ci immettiamo su un'altro tratto
off-road che inizia in discesa ed all'interno del bosco. La
parte leggermente tecnica termina quando incontriamo il
bivio dell'altra sterrata che prosegue a destra e
seguendola, tra fango e qualche deviazione, raggiungiamo
l'asfalto su via Giotto. Tenendoci a sinistra procediamo
sull'ampia strada asfaltata e circa 400 m dopo arriviamo al
bivio dove a destra imbocchiamo via per le Orane.
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Pochi metri di rettilineo per raggiungere un'altro bivio
dove giriamo a destra per rimanere sempre sulla strada
principale e con una leggera salita andiamo ad affrontare la
prima curva e ci portiamo all'altezza del tornante. Lasciamo
a questo punto la strada asfaltata e ritorniamo all'interno
del bosco per proseguire sulla bellissima sterrata che a
curve e con una pendenza appena del 6% ci fa davvero
divertire molto anche con passaggi qualche volta tecnici.
Dopo 600 m di puro divertimento usciamo su un rettilineo che
ci conduce all'asfaltata stradina dove girando a sinistra in
breve tempo raggiungiamo le poche case della piccola
frazione Fontanella. Il rettilineo prosegue e raggiunta la curva, a destra, ci
troviamo davanti a Cascina Moscoretto. che lasciamo alla nostra sinistra per procedere fino al
bivio ed arrivare in località
Sant'Antonio. Girando a sinistra andiamo a seguire quest'altro, lungo,
rettilineo che va ad attraversare la campagna prima di
arrivare al bivio con via San Dionigi dove ancora sinistra
si prosegue sulle curve fino ad arrivare al bivio ed entrare
il località Cavigiolo. Ultime curve sulla stradina in discesa in cui con una
deviazione su sterrato passiamo accanto alla Chiesa di San Dionigi (Sec. XVI) prima di entrare sul tratto ciclo-pedonale che ci riporta
al parcheggio della Stazione.
Pier
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